MALPENSA – E’stato presentato oggi, 17 dicembre, a Malpensa “WOW! – Walls of Wonder”, un progetto creato dalla collaborazione tra Sea Aeroporti di Milano e il museo Maga di Gallarate.
Nato nel 2024 con l’idea di trasformare gli spazi del Terminal 1 attraverso installazioni site specific di giovani artisti italiani, si pone l’obiettivo di indagare non solo l’architettura ma, in modo più ampio, la dimensione antropologica ed estetica dello spazio aeroportuale andando a cogliere quei punti, delicatissimi, in cui funzionalità, attesa e necessità visive si incontrano.
Dopo un lungo processo di selezione e produzione, sono state inaugurate oggi le tre opere di Andrea Crespi, Marco Giordano e Alice Ronchi come interventi permanenti all’interno degli spazi dedicati ai passeggeri in partenza e in arrivo, offendo opportunità di riflessione e occasioni di sorpresa e ridefinendo, in un caso unico in Italia, i canoni funzionali degli spazi aeroportuali. All’evento erano presenti l’amministratore delegato di Sea Armando Brunini, il sindaco di Gallarate Andrea Cassani con l’assessore alla Cultura Claudia Mazzetti e la direttrice del Maga Emma Zanella con il vicepresidente Alessandro Castiglioni.

Alice Ronchi – True Care
Nell’opera di Alice Ronchi spesso la realtà quotidiana incontra la fantasia. La sua poetica attraversa i linguaggi, dalla pittura all’installazione, e presenta materiali, forme e colori che con morbidezza e sorpresa vanno alla ricerca di intimità e meraviglia. True Care è un’installazione site specific che mette in dialogo due aree dell’aeroporto che non si incontrano mai: le partenze e gli arrivi. Una pittura astratta distribuita su più livelli trasparenti, come scrive l’artista, «un paesaggio intimo e onirico caratterizzato da colori tenui e rassicuranti che possa accogliere il viaggiatore e accompagnare lo sguardo delle persone che lo attraversano. La mia intenzione era di generare un’atmosfera gentile, una carezza: forme e colori in dialogo con l’incontro, la fragilità e il cielo. Evocare tenerezza in un luogo così specifico, un luogo di passaggio e di attesa privo di un punto focale empatico, colorato e riflessivo. Vorrei generare una presenza poetica».

Andrea Crespi – Every Journey
Andrea Crespi lavora tra media fisici e digitali, sviluppando ricerche che toccano questioni quali la trasformazione sociale e la rivoluzione digitale. L’illusione ottica è parte di questa ricerca, metafora di costante trasformazione ma anche del rischio di confusione e malinteso nei processi di trasmissione delle informazioni. Le sue opere sono state esposte in prestigiosi musei nazionali e internazionali. In Every Journey (Love is the destination) accompagna i viaggiatori in partenza. Ad ogni quadro dell’installazione corrisponde una lettera della frase Love is the destination che emerge dalla vibrazione optical di un pattern nero e iridescente. Il titolo dell’opera dell’artista di Gallarate ne completa poi il significato. Un invito, un augurio ma anche uno statement sociale valido, come ricorda l’artista, «per qualsiasi viaggio intrapreso, che sia fisico, emozionale o spirituale» e considera «l’amore una forza motrice dell’esistenza umana».

Marco Giordano – Sulla Punta Della Domanda
Marco Giordano lavora sulle soglie e sviluppa processi trasformativi attraverso installazioni ambientali che coinvolgono materiali organici e tecnologici; strutture dalla forte presenza materica ed elementi immateriali come luce e suono. Sulla Punta Della Domanda è un’opera composta da tre sculture aeree cinetiche installate nei lucernari di una delle aree più sensibili dell’aeroporto: all’arrivo, nell’attesa prima del controllo dei documenti. Le sculture composte da pale in vetroresina, dai colori vibranti, restituiscono uno spunto visivo per una riflessione sul movimento dei corpi da fluido a non fluido, componendo una coreografia, una danza intermittente. «Un poco alla volta, ci muovono, ci spostano, proprio sul punto in cui ci troviamo di fronte ad un passaggio in cui una domanda ci viene posta».

Gallarate, con le linee di Andrea Crespi la Cupra diventa un’opera d’arte
