Crisi Pro Patria: Colombo mangia il panettone, Turotti corre ai ripari sul mercato

PANCHINA, BERETTA, PITOU, NUOVI SOCI: TROPPI NODI IRRISOLTI

BUSTO ARSIZIO – I numeri della Pro Patria sono sotto gli occhi tutti (11 partite senza vittorie, quartultimo posto in classifica, secondo peggior attacco del girone con la miseria di appena 14 gol realizzati), ma la panchina biancoblù non si tocca. Almeno per il momento. Il tigrotto di Bergoro Riccardo Colombo mangerà dunque regolarmente il panettone, sebbene la sua mancata presenza nella sala stampa di Meda, al termine della partita persa col Renate, avesse fatto temere il peggio.

Turotti sul mercato

A metterci la faccia – finalmente (nel senso societario del termine) – è stato il diesse Sandro Turotti che, direttamente ai microfoni di Malpensa 24, ha lanciato un messaggio forte e chiaro: “La società non vuole retrocedere“. Una dichiarazione – se mai ci fosse qualche dubbio al riguardo – ovviamente apprezzata, supportata da un invito a squadra e senatori a darsi una sveglia, in attesa di qualche intervento sul mercato di gennaio (sugli esterni e in attacco) per rimediare a qualche errore di valutazione commesso e a qualche infortunio di troppo occorso.

I numeri non mentono

Basterà? Questo è il vero dubbio che ci assale. Avendo visto, dal vivo, le ultime sette partite della Pro Patria – dallo sliding doors di Caravaggio alla partitaccia di Meda, passando per la sagra del gol mancato di Lumezzane, senza dimenticare il rigore sbagliato con la Pergolettese o il gol incassato allo scadere con la Pro Vercelli – ci viene sì da dire che i tigrotti avrebbero potuto tranquillamente avere sette/nove punti in più all’attivo, ma ci viene anche da riflettere sull’unico dato di fatto inequivocabile: i soli tre punti racimolati nelle sopraccitate cinque partite. E dato che i numeri non mentono mai, così come la classifica, forse è il caso di ampliare l’analisi, anche perchè la squadra – complice anche gli infortuni e l’arrivo all’ultimo giorno di mercato di Beretta con una preparazione fai da te (altro che risparmio last minute…) – non ha ancora dimostrato di avere una sua identità, così come un 11 di riferimento.

Se Pitou è un problema…

E se Pitou, ancora alla ricerca di una collocazione tattica ben precisa per rendere al meglio, sta diventando “un problema”, significa che alla Pro Patria c’è davvero qualcosa che non va. Perchè Pitou – anche al netto del rigore sbagliato con la Pergolettese e del gol divorato col Lumezzane – resta il giocatore di maggior talento e di qualità della squadra. Un lusso che in serie C – Atalanta Under 23 a parte – nessuno può permettersi. I tempi di Javorcvic, in cui anche i mezzi giocatori diventavano calciatori, sembrano purtroppo lontani, lontanissimi…

Soluzione interna o shock esterno?

Le prossime partite – ma questo è un ritornello già sentito – saranno decisive, anche perchè il San…dro Turotti che abbiamo conosciuto in questi anni (nei quali ha sempre portato a casa il risultato) ha dimostrato di soffrire, o quantomeno non gradire, i cambiamenti tecnici in corsa. Senza rievocare Bonazzi, ci basta ricordare quanto avvenne con Prina: che la squadra non girasse con il trainer biellese lo avevano capito anche i muri dello spogliatoio, ma il diesse – complice a dire il vero anche l’intermezzo societario napoletano – ci mise più del dovuto per affidare la panchina a Massimo Sala e dar vita ad un miracoloso rush finale salvezza. Allora la mossa, seppur tardiva, portò agli effetti sperati, ma oggi i tempi sembrano ancora diversi: forse questo gruppo – più che a una soluzione interna (Sala, Le Noci, Fietta) – avrebbe bisogno di uno shock esterno che spezzi certi legami e certe dinamiche. Decisiva in tal senso potrebbe essere – ma il condizionale è d’obbligo – anche la volontà dei nuovi potenziali soci, il cui ingresso in società sembra imminente. Sempre che la proprietà non cambi idea.

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Pro Patria Colombo Panettone -MALPENSA 24
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