SANGIANO – Per la prima volta dopo dieci anni tace la Campana delle pace al Santuario San Clemente. E il tradizionale brindisi di inizio anno, che richiama sempre un centinaio di persone, questa volta è stato fatto in silenzio. Un silenzio intriso di delusione per via dei nastri bianco rossi tirati per delimitare l’area e impedire il pacifico accesso alla campana.
C’è poco di misterioso in questa piccola storia. Una vicenda che si disputa su pochi metri di terreno privato, ma – a quanto raccontano alcuni dei presenti – d’interesse pubblico. Almeno così è sempre stato fino a ieri. Un fatto curioso che non apre al meglio il 2025 per tutti coloro che hanno organizzato un momento di scambio d’auguri sul tema della pace. Ma andiamo con ordine.
La tradizione
Come si annunciava da molti giorni e come ormai racconta la tradizione sangianese, l’1 gennaio, il San Clemente, attraversando il Monte Sangiano, diventa teatro del brindisi di Capodanno. Un momento sentito, e suggestivo (visto il bel panorama) che richiama sangianesi, e amici di ogni luogo, dato che all’appuntamento erano presenti persone residenti fuori zona, accorse per ammirare il lago Maggiore da un’angolazione insolita e visitare la chiesetta romanica del 1400, che sorge nel prezioso contesto, ricca di memorie storiche significative.
L’evento, realizzato dalle associazioni del paese G.R. Nordic Walking il Quicchio e Pro Loco Sangiano in collaborazione con l’amministrazione comunale, segna l’inizio del nuovo anno fra auguri e sport (chi vuole può raggiungere la meta a piedi in compagnia e scendere fra sentieri e scorci bellissimi).
L’amara sorpresa
Tutto bene fin qui, ma chi ha raggiunto il luogo dell’evento che, ricordiamo è giunto alla sua decima edizione, ha avuto un’amara sorpresa. Una parte dell’area dove, da secoli, si transita liberamente a piedi per ammirare il panorama e chiacchierare, è stata bindellata con dei nastri rossi e bianchi. Spazi da sempre conservati e curati grazie all’operosità di numerosi volontari che si sono avvicendati nel tempo. Persino la Campana della Pace, che in molti pensavano di poter suonare come buon auspicio per il nuovo anno (e in questi anni di pace ce ne sarebbe tanto bisogno), è stata interessata dalla delimitazione. Il manufatto, di origine moldava, è stato posizionato dalla Sezione Alpini nel 2004 e da allora rappresenta un simbolo per tutta la Zona 7.
Delusione e disappunto
In molti hanno manifestato il loro disappunto per questa delimitazione, voluta, a quanto pare, dalla famiglia proprietaria del terreno, che ha lasciato tirati questi nastri di plastica e controllato a vista i numerosi visitatori (circa un’ottantina di persone) affinché nessuno osasse calpestare la proprietà, che fino ad oggi, è sempre risultata libera e accessibile. Il Monte Sangiano è frequentato tutto l’anno, non solo in occasione di questo evento, e quindi maggiore è stata la sorpresa, nonché la grande delusione per una decisione che in molti hanno definito assurda. Visto anche la vocazione pubblica del luogo, di accoglienza e apertura a turisti e pellegrini, tutt’altro che la chiusura che le nuove generazioni della famiglia hanno dimostrato.
Gli organizzatori ed i collaboratori hanno poi fatto sapere di essere rimasti scioccati dal gesto che ha visto i proprietari tirare i nastri davanti ai loro occhi, ma nonostante questo non hanno mancato di invitarli al brindisi e festeggiare come sempre con i numerosi presenti, visto lo spirito positivo che vede la comunità sangianese operante, sempre aperta al dialogo e all’accoglienza. E’ evidente che non pochi dei presenti hanno subito chiesto che le istituzioni locali intervengano al fine dirimere la questione in modo tale che la Campana della pace possa tornare a far sentire i suoi rintocchi.

