Vuole vedere il figlio affidato a un’altra famiglia 7 anni fa. Denunciato a Castano

carabinieri pattuglia

CASTANO PRIMO – Si è presentato la sera di Santo Stefano a casa dei genitori affidatari di suo figlio, ma non è stata una visita di cortesia. L’uomo ha preteso di vedere il minore, nonostante l’esplicito divieto del giudice. Dopo l’intervento di una pattuglia dei Carabinieri, si è beccato una denuncia per minacce, violazione di domicilio e inosservanza del provvedimento della magistratura.

Violato il divieto di avvicinare il minore

Giovedì scorso, 26 dicembre, il padre naturale del bambino, un 39enne residente nella provincia di Varese, ha suonato a casa della famiglia che ha accolto il bimbo nel 2017, quando aveva solo due anni, e che vive in un comune del Castanese. L’affidamento era stato disposto dal Tribunale per i minorenni di Milano, che aveva anche proibito ogni contatto del bambino con il proprio padre, che ha problemi di alcolismo ed è assuntore di sostanze stupefacenti.

Dopo aver scoperto dove vive il figlio, che oggi ha 9 anni, l’uomo – italiano, come pure la famiglia affidataria – ha preteso di vederlo. Al diniego opposto da quest’ultima, ha reagito prendendo a calci il portone di ingresso del condominio. Gli affidatari, due coniugi 45enni, hanno quindi chiamato il 112 e, dopo l’intervento dei Carabinieri, hanno provveduto a sporgere denuncia alla Stazione dell’Arma di Castano Primo. Il comportamento dell’uomo, che non risulta aver mai compiuto atti simili in passato da quando gli era stato sottratto il figlio, ha fatto scattare le procedure del codice rosso in vigore dal 2019 per tutelare le vittime di violenze e maltrattamenti nell’ambito familiare.

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