Aliverti: «Bufale enormi». Marino: «Finto agnello sacrificale». Jerago, alta tensione

jerago aliverti marino scontro

JERAGO CON ORAGO – Si è accesso a Capodanno, e non accenna a spegnersi con l’Epifana, lo scontro tra Salvatore Marino, capogruppo di Gente di Jerago, e il sindaco Emilio Aliverti. Dopo il messaggio di fine anno del primo cittadino e la seguente risposta del consigliere, le tensioni fra i due non sembrano destinate placarsi. I due hanno infatti dato vita a un botta e risposta via social. Da una parte c’è Aliverti, che si dichiara intenzionato a «smontare le enormi bufale che “Gente di Marino” ci propina. La loro è un’ossessione più che una funzione di controllo». Dall’altra lo stesso gruppo, che invece accusa il sindaco di porsi come «un finto agnello sacrificale».

Bannati a vicenda

È cominciato tutto con un post. Aliverti, giunto alla fine dell’anno e al traguardo dei 500 giorni del suo secondo mandato, aveva deciso di affidare ai social il bilancio di quanto svolto in fascia tricolore. Ma il «post di ringraziamenti, dove si tira il fiato e si cerca di stemperare la polemica», come lo definisce il sindaco, ha scatenato la risposta della minoranza, rappresentata dalla figura di Marino. «Apprendo dalla stampa che l’opposizione ha deciso di fare il controcanto», scrive Aliverti. «Non posso vedere i loro post perché mi hanno bloccato. Mi viene da ridere. E vivo bene lo stesso, ma è giusto che chi mi legge lo sappia». Ma l’opposizione non ci sta, e controbatte a questa accusa. «Il sindaco fa finta di dimenticare che lui per primo ha scelto di bannarci dalla sua pagina. Oggi comunica da quella privata, e chi dissente viene prontamente allontanato»

Il ponte sulla ferrovia

Ma non si ferma qui la diatriba, e tocca anche tanti temi di interesse pubblico. Primo fra tutti, il progetto del ponte di via Milano. «Che potesse essere realizzato già nel 2008 è una fake news che ci state propinando come un disco rotto», scrive il primo cittadino rivolto alla minoranza. «Rosario Salvatore Marino era il segretario politico di una forza che sosteneva Ginelli quando quel progetto fu cancellato, oltre che assessore per quattro anni». E ancora. «Realizzarlo non avrebbe tutelato nulla di viale Milano. Il nostro progetto vuole conservare il ponte in mattoni adeguando i marciapiedi. Tutto il resto è una balla colossale. E chi la racconta prende solo in giro la gente».
Completamente opposto il punto di vista di Gente di Jerago. «Se Ginelli e Aliverti non avessero fermato il progetto nel 2008, avremmo risparmiato un milione di euro e l’opera sarebbe fruibile da almeno quindici anni», fanno sapere, precisando anche  come Marino non fosse consigliere comunale nel periodo, «essendo tornato ad esserlo solo nel 2013». E non manca poi l’attacco. «Il sindaco non accetterà di confermare la verità, perché dovrebbe smentire se stesso e quanto ha scritto convulsamente sul suo profilo cercando di convincere quello che lui sembra ritenere il popolo ignorante».

L’asilo nido

Un altro tema scottante è quello del nuovo asilo nido. «Secondo i consiglieri di opposizione, bella l’idea ma è sbagliato il posto. Applauso», riassume con ironia Aliverti. «Il Comune non possiede immobili alternativi che permettano di rispettare i tempi del Pnrr. L’alternativa possibile era non farlo». Ma, anche in questo caso, è diametralmente opposta la visione della minoranza. «Con maggior impegno e fantasia, altre aree avrebbero potuto esser selezionate come sede più idonea».

Viale Rejna e la sala civica

Si discute anche di Viale Rejna. «L’intervento non è quello auspicato», rivela Aliverti. «È costato meno del previsto non per l’intervento salvifico di chicchessia, ma perché la ciclopedonale non è stata realizzata in quanto incompatibile con la presenza dei tigli secolari. Dovendone mantenere una parte, il progetto è stato ridimensionato». Invece, secondo Gente di Jerago, il viale sarebbe stato ripristinato proprio grazie all’intervento della minoranza, che ha anche definito «sciagurato» il progetto del sindaco.
Infine, lo scontro si è spostato sulla sala civica. «Un progetto faraonico e quasi del tutto inutile», secondo l’opposizione. «Basterebbe investire 40 mila euro per rimodernare la sala attuale e renderla funzionale». E ancora. «Con le moderne tecnologie potremmo convocare consigli comunale totalmente online, ci sarebbe più partecipazione a costo quasi zero. Ma siamo pronti a scommettere che il sindaco non lo farà». Non ci sta il primo cittadino. «Nell’attuale sala entra acqua dai serramenti, l’impianto di riscaldamento è inadeguato e non c’è uno straccio di dotazione tecnologica. Il comune necessita di un luogo degno e attrezzato, e prima del 2028 lo realizzeremo».
E per concludere il suo «controcanto», la minoranza chiosa sul dibattito rivolgendosi direttamente ai cittadini. «Abbiamo un sindaco che non ha mai ammesso alcuna mancanza. Come possiamo sperare in un miglioramento senza prese di coscienza e un po’ di umilità? La polvere sotto il tappeto aumenta sempre di più».

Jerago, Marino: «Attento Aliverti, chi si loda s’imbroda»

jerago aliverti marino scontro – MALPENSA24
Visited 250 times, 1 visit(s) today