SESTO CALENDE – Inizia un nuovo anno e l’ultimo episodio – quel rocambolesco tentato furto all’Esselunga – diventa lo spunto ideale per riaccendere il dibattito sul tema sicurezza a Sesto Calende. Dopo i botta e risposta tra le opposizioni e il sindaco Betta Giordani, ora interviene direttamente l’assessore alla partita Francesca Gualtieri, finita sotto accusa per i numerosi episodi di vandalismo, degrado e per la decisione di non predisporre un servizio di vigilanza nella notte della Vigilia di Natale. In una lettera aperta, una riflessione, l’assessore si concentra sulle festività e «sul modo in cui vengono vissute dalla nostra comunità». Lo fa agganciandosi a un episodio del 24 dicembre 2022, quando un giovane fu «brutalmente aggredito». Svelando: «Quel giovane era mio figlio».
Natale 2022
Raccontando la sua «esperienza» l’assessore Gualtieri precisa che «nessuno della mia famiglia ha mai pensato di attribuire responsabilità dei fatti avvenuti a mancanze dell’amministrazione comunale». Le sue parole:
Il mio pensiero è andato alla notte del 24 dicembre nella quale un giovane, che si trovava a festeggiare in piazza con gli amici, è stato brutalmente aggredito soltanto per aver chiesto ad altri ragazzi di non scoppiare petardi tra le persone presenti. Colpito al volto e alla nuca, con rottura degli occhiali e ferite è stato accompagnato in ospedale, sottoposto a risonanza magnetica, medicato e dimesso la mattina dopo. Rientrato a casa, avrebbe potuto lasciarsi tutto alle spalle e pensare solo a festeggiare con la propria famiglia. Invece la notte passata in ospedale lo aveva fatto riflettere e decidere di agire per individuare coloro che lo avevano aggredito ingiustamente affinché venissero fermati e non potessero fare di nuovo ad altri quanto fatto a lui. Veniva informata l’Amministrazione Comunale nelle persone del Sindaco, Vicesindaco e Assessore alla Sicurezza e sporta denuncia ai Carabinieri. All’inizio si trattava di una denuncia “contro ignoti” dal momento che gli autori non erano conosciuti personalmente, ma poi con altre testimonianze, fotografie e con l’aiuto dei Carabinieri a cui i soggetti erano già noti, è stato possibile risalire ai nomi e avviare le azioni previste dalla legge. Ora è fissata l’udienza davanti al Giudice di Pace. Quel giovane non era solo, la sua famiglia gli era vicina. Era la mattina di Natale, non il recente Natale 2024, ma quello del 2022. Quel giovane era mio figlio.
«L’insegnamento»
Oggi «resta l’insegnamento». Dice Gualtieri: «Purtroppo gli episodi di violenza e inciviltà ci sono sempre stati, e ci sono ancora, ma è cambiato il mondo e sono diverse le reazioni sia da parte dei cittadini sia da parte delle istituzioni». Fra le «differenze», il fatto che «oggi la maggior parte dei cittadini racconta e a volte esibisce le proprie esperienze solo sui social anziché affrontare il problema nelle sedi opportune. Questa modalità purtroppo non è di nessun aiuto, anzi rende impossibile attivare ed applicare gli strumenti normativi e operativi messi a disposizione delle forze dell’ordine dallo Stato perché non trovano il supporto necessario per essere attivati e applicati». Un’osservazione che, aggiunge, «può essere riferita anche al caso di quanto accaduto nella notte della Vigilia di Natale di quest’anno, che è la manifestazione di un disagio e una difficoltà di cui tutti siamo preoccupati». Il riferimento va a una lite, che ha portato i carabinieri a intervenire a seguito di una segnalazione: «Se i cittadini non si fossero limitati a segnalare ma avessero sporto denuncia i carabinieri avrebbero avuto a disposizione più elementi per proporre al questore di disporre a carico dei soggetti identificati, per ragioni di sicurezza, il divieto di accesso nei locali o a esercizi analoghi, specificamente indicati, ovvero di stazionamento nelle immediate vicinanze degli stessi locali».
Contro le opposizioni
In questa direzione «ci si sta muovendo, insieme a tutti i soggetti coinvolti, al fine di individuare azioni concrete e coordinate che verranno valutate in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si riunirà nella seconda metà di gennaio». L’invito di «fare la propria parte» è rivolto a «ciascuno di noi». Come fare? «Chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, denunciare nelle sedi e con le modalità opportune i fatti di cui si è protagonisti o osservatori».
Fino a replicare alle accuse delle minoranze: «Non accetto lezioni da coloro che, al governo cittadino per 15 anni, soltanto ora si accorgono che esiste il problema sicurezza che tutti gli esperti e studiosi hanno visto emergere in maniera preoccupante dalla fine dell’emergenza Covid. Quegli stessi che nell’ultimo bilancio non hanno previsto risorse sufficienti a garantire un’organizzazione del personale della polizia locale idonea ad assicurare turni serali anche oltre il periodo estivo. Tanto meno accetto richiami da chi non ha previsto né finanziato alcuna videosorveglianza della Nuova Marna. Non una sola telecamera è stata prevista in alcuna delle aree del progetto: né alla nuova sede del Csck, né nel sottopassaggio pedonale e parcheggio e nemmeno nel nuovo edificio costato milioni di euro».
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