Ancora furti a Sesto Calende, Lega: «E l’assessore all’Insicurezza non fa nulla»

sesto calende assessore sicurezza

SESTO CALENDE – Negli ultimi mesi, Sesto Calende sembra assistere a una lenta trasformazione «che ha portato il concetto stesso di sicurezza a divenire una chimera». Secondo la sezione cittadina della Lega, si sta vivendo un «leggero e insostenibile passaggio da assessorato alla Sicurezza ad assessorato all’Insicurezza». 

Gli ultimi episodi 

La prima forza di opposizione torna alla carica dopo il rocambolesco tentato furto all’Esselunga sabato notte, il ribaltamento di un’auto in centro città e gli incidenti avvenuti durante le celebrazioni del 24 dicembre. «Eventi che non possono passare inosservati», sostengono i leghisti. «Più inquietante ancora è il silenzio assordante delle istituzioni locali: nessuna dichiarazione del sindaco Betta Giordani, del vice Giorgio Circosta, e tantomeno dell’assessore alla Sicurezza Francesca Gualtieri, che, peraltro, dovrebbe avere una guida esperta in famiglia».

Cosa è successo?  

Ma cosa è successo in soli sei mesi per portare a questo deterioramento? «Una trasformazione inspiegabile», dicono i vertici della Lega. «Solo sei mesi fa, l’insediamento della nuova giunta prometteva rinnovamento e progresso. Eppure, la situazione sembra ora sfuggire di mano, lasciando spazio a un crescente senso di insicurezza che permea la città. Non si tratta solo di eventi criminali o incidenti isolati: è l’apparente inattività della maggioranza a preoccupare ancora di più. Non ci sono comunicazioni che spieghino le strategie messe in atto né si percepiscono interventi concreti per arginare il declino. Il disagio è evidente, e il sentimento popolare riflette un profondo disincanto».

Un salto indietro 

Il Carroccio, che ha governato per gli ultimi quindici anni prima della clamorosa sconfitta alle urne della scorsa estate, rivendica i numerosi cantieri lasciati in eredità all’attuale amministrazione Giordani: la Nuova Marna, il nuovo asilo nido, la sede della Canoa, la mensa della scuola Ungaretti, la ciclopedonale Sesto-Sant’Anna o l’ampliamento della piattaforma ecologica. Opere che «rappresentavano un tempo di costruzione e speranza». Oggi invece, «il senso di lassismo e di abbandono ricorda il degrado del 2008, quando la facciata del Comune e delle Ferrovie era in rovina, al posto dell’Esselunga c’era una landa desolata, e il centro di culto abusivo campeggiava come simbolo di disinteresse amministrativo. Non è forse legittimo temere che la città stia tornando a quei nefasti tempi?. Ciò che un tempo era il cuore pulsante della città, i suoi spazi pubblici, la sua vita sociale, è ora in pericolo. E il silenzio dei leader amplifica la sensazione di abbandono».

Visione e risveglio

Concludono i leghisti: «Se davvero si vuole evitare un ritorno ai “nefasti del 2008”, è necessaria una presa di coscienza collettiva, guidata da una leadership che torni a essere presente e responsabile. Altrimenti, questo “leggero e insostenibile passaggio” rischia di diventare un abisso. Il degrado non è inevitabile, ma è il risultato di scelte, o non scelte, che possono essere corrette. Serve coraggio, visione e una volontà politica che, finora, sembrano mancare». 

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