SESTO CALENDE – Ci sono locali che pensi esistano da sempre e che rimarranno per sempre, perché legati a doppio filo non soltanto alla storia ma all’identità di un luogo. E invece anche per la famiglia Olearo, titolare dalla enoteca Holly Drink nel cuore del centro storico di Sesto Calende, dopo 110 anni di attività è arrivato il momento di dire basta. Ieri sera, 30 dicembre, per Fabio e il fratello Massimo – gli unici a detenere la ricetta del Veleno, il liquore che nel 2018 ha ottenuto il marchio Deco – è stato l’ultimo giorno di apertura.

L’ultimo brindisi
Dopo 37 anni di attività dietro al bancone, Fabio Olearo ha deciso di fermarsi. «Abbiamo venduto l’immobile, non l’attività», precisa. Hanno ritenuto, infatti, che nessuno sarebbe stato in grado di gestire l’Holly Drink con la stessa passione, devozione e competenza. E così, mentre il futuro di quei muri è ancora tutto da scrivere (al momento circolano in città ipotesi fantasiose ma prive di fondamento), per Fabio è soltanto il giorno dei ringraziamenti. «A mia madre Elena», instancabile presenza in cucina, alla moglie Giovanna, al fratello Massimo e «alla gente, tanta, che ci ha dato fiducia e che ci ha permesso di crescere professionalmente».

E il Veleno?
Per ora Fabio Olearo, sommelier professionista conosciuto anche fuori provincia, vuole concedersi un po’ di meritato riposo, ma il suo futuro sarà ancora nel mondo dei vini. «Ho avuto diverse proposte che sto valutando, ma di certo andrò avanti». Non si interromperà nemmeno la storia del Veleno, inventato da suo padre e diventato il liquore tipico di Sesto Calende con tanto di riconoscimento di Denominazione comunale di origine, così come della bollicina metodo classico che produce da 10 anni. Anche in questo caso, dice il titolare, «sono in corso delle valutazioni». Ieri, in enoteca, non è voluta mancare il sindaco Betta Giordani per un saluto. E gli ha detto: «Devi ancora fare qualcosa per Sesto». Un auspicio, quello della prima cittadina, che gli orfani dell’Holly Drink si augurano diventi un presagio.
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