Teatro Sociale al Comune di Busto? Ipotesi sul tavolo. Antonelli: «Si muova Fo.Co.Va»

BUSTO ARSIZIO – Si era già discusso di un’ipotesi di acquisizione del teatro Sociale da parte del Comune di Busto Arsizio, ma il recente cambio di governance della Fondazione Comunitaria del Varesotto ha frenato il dialogo. E ora il sindaco Emanuele Antonelli dichiara di essere «in attesa di una chiamata» proprio dalla Fondazione, proprietaria della struttura intitolata a Delia Cajelli. Aggiungendo, provocatoriamente, che «avrebbe potuto comprarlo l’amministrazione di Farioli e Riva» quando il teatro era in vendita. Ovvero nel 2014, anno del passaggio di consegne da una cordata privata alla Fo.Co.Va., ai tempi presieduta da Luca Galli, che attualmente presiede l’impresa sociale che gestisce la sala.

La crisi del Sociale

C’è un grosso punto di domanda sul destino del teatro di piazza Plebiscito, che dopo i lavori eseguiti in estate sta procedendo con la stagione teatrale “in affitto” dell’operatore AD Management mentre è attualmente in standby la stagione di produzione, come dimostrato dalla cancellazione dell’opera di BA Lirica “Tosca” in cartellone per lo scorso 15 dicembre. La proposta di acquisizione al patrimonio comunale, avanzata dall’ex assessore Alberto Riva (Forza Italia), in realtà è un’ipotesi su cui l’amministrazione comunale stava già ragionando, sin dai tempi della crisi che il Sociale ha vissuto nell’ultimo anno, culminata con la chiusura per alcuni mesi a causa delle infiltrazioni che hanno imposto lavori di manutenzione straordinaria al tetto.

Il dialogo con la Fo.Co.Va.

Una partita su cui sono scesi in campo, a fari spenti, il sindaco Emanuele Antonelli e l’assessore alla cultura Manuela Maffioli, interloquendo con la Fondazione Comunitaria del Varesotto per capire innanzitutto se fosse orientata o meno a mantenere il controllo del teatro Sociale, a dieci anni di distanza dall’acquisizione, risalente al 2014. Con il cambio di governance ai vertici di Fo.Co.Va., il dialogo è rallentato, poi l’improvvisa sospensione delle attività di produzione ha fatto di nuovo precipitare la situazione nell’incertezza. In questo momento c’è da ridiscutere la convenzione tra il Comune e il teatro, ma soprattutto da capire se la Fondazione intende dare un futuro alla sala di piazza Plebiscito o se può aprire a soluzioni alternative, come potrebbe essere la cessione a Palazzo Gilardoni.

La risposta del sindaco

Si tratterebbe di una acquisizione patrimoniale di prestigioso ma anche di un impegno gravoso per l’amministrazione, che si è già imbarcata mesi fa nell’acquisto della sala Pro Busto, oltre che di una sfida economicamente onerosa, anche se nell’interlocuzione avviata tra le parti non sono mai uscite cifre di un possibile “affare”. Ora però il pressing del forzista Riva non ha particolarmente entusiasmato il sindaco Antonelli, per usare un eufemismo: «Aspettiamo che ci chiami la Fondazione Comunitaria. Si devono muovere loro – le dichiarazioni del primo cittadino alla testata “Il Bustese” – ci dispiace che non l’abbia comprato il Comune quando si poteva. Doveva pensarci l’amministrazione precedente: un peccato che non ci siano arrivati allora il sindaco Farioli e il consigliere Riva».

Busto, Riva (Forza Italia): «Il Comune acquisti il Teatro Sociale. Per rilanciarlo»

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