SESTO CALENDE – In meno di una settimana l’amministrazione comunale di Sesto Calende, guidata dal sindaco Betta Giordani, ha cambiato idea tre volte. E’ bastato infatti il duro sfogo dell’ex primo cittadino, Giovanni Buzzi, per correggere il tiro e dimezzare il “buco” da un milione di euro denunciato martedì scorso per la realizzazione del nuovo asilo nido, sceso nella infografica pubblicata ieri sera sulla pagina Facebook del Comune a 408mila euro (308mila se si escludono le telecamere della Nuova Marna, distante quasi un chilometro in linea d’aria, inserite nell’elenco). Come se non bastasse, ad alimentare ulteriore confusione, l’assessore al Bilancio, il vicesindaco Giorgio Circosta, ha diffuso questa mattina, 25 gennaio, una lettera aperta ai cittadini parlando di «un disavanzo reale di 400mila euro». Insomma, tre cifre diverse in tre comunicazioni ufficiali differenti, un cortocircuito ben poco edificante per una lista civica che si è presentata agli elettori promettendo un cambio di passo in termini di serietà, competenza e trasparenza.
I conti non tornano
Nel primo conteggio, diramato lo scorso martedì dall’assessore alla Comunicazione Michele Ponti, venivano denunciati costi non coperti pari a 1,022 milioni di euro, sommando alla maggiore spesa di 622mila euro per il cantiere anche 130mila euro per gli arredi e 270mila euro per il parcheggio esterno, senza specificare se i nuovi posti auto – di certo essenziali – siano condizione assolutamente indispensabile per aprire la struttura. Una cifra-monstre, insomma, per affermare subito dopo che «la situazione finanziaria ereditata potrebbe mettere a rischio il completamento dell’opera entro il 31 dicembre 2025», mettendo così le mani avanti su un eventuale rischio di perdere i fondi del Pnrr.
Le nuove cifre
Dopo la risposta di Buzzi, con un’infografica ufficiale del Comune di Sesto Calende il milione ieri sera è magicamente sceso a 408mila euro grazie ai 712mila euro dei rimborsi Gse (nella tabella qui sotto), comparsi da chissà quale capitolo di bilancio e inseriti tra le voci di entrata, come l’ex sindaco ha ricordato alla giunta Giordani nella sua lettera aperta ai cittadini sestesi. Che siano risorse effettivamente utilizzabili, sebbene secondo Buzzi non inserite a bilancio semplicemente per una questione tecnica, lo dimostra il fatto che tante altre città hanno fatto affidamento proprio sul Conto termico Gse per integrare i fondi del Pnrr. Un caso su tutti Somma Lombardo, città amministrata dal centrosinistra proprio come Sesto Calende, per la realizzazione delle nuove scuole elementari Rodari.
Retorica e problemi
Se a Somma i conti più volte enunciati dal sindaco Stefano Bellaria non sono mai stati messi in discussione, a Sesto Calende anche questa voce di entrata sembra essere diventata uno dei tanti problemi sollevati che, spiega Circosta nella lettera odierna, «non basta la retorica politica per risolverli». Secondo il vicesindaco, infatti, «non sono immediatamente disponibili» e «vengono rimborsati solo dopo il completamento dei lavori, con possibilità di un anticipo limitato al 50 per cento». Insomma, ogni giorno che passa cambiano le cifre, aumentano le giustificazioni, spuntano nuovi problemi. E se è vero che non basta la retorica per risolverli, forse maggiore chiarezza non guasterebbe. Perlomeno per dare anche solo l’impressione di saper gestire le risorse pubbliche affidate dalla collettività.
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