MILANO – 80th Anniversary / Auschwitz-Birkenau, nei giorni in cui la Fondazione Museo della Shoah di Roma ha acquisito l’opera monito contro l’antisemitismo che raffigura Liliana Segre e Sami Modiano e in occasione dell’ottantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz, a Milano è apparso il nuovo murale dell’artista contemporaneo aleXsandro Palombo che ha voluto rendere omaggio a Edith Bruck, una degli ultimi testimoni italiani della Shoah sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti.
Memoria contro il negazionismo
La scrittrice e poetessa ebrea nel 1944, all’età di tredici anni, viene deportata ad Auschwitz e poi in altri campi tedeschi, viene liberata insieme alla sorella nell’aprile del 1945. La Memoria contro il negazionismo: nell’opera appare la scritta “Arbeit macht frei“, il celebre artista pone l’accento sul significato di queste parole che rappresentano il più grande inganno della storia, un forte richiamo all’attenzione verso le nuove generazioni, sempre più vulnerabili alla propaganda negazionista. In un momento storico in cui l’antisemitismo dilaga ovunque, l’arte diventa un potente veicolo di Memoria, unico scudo possibile per proteggersi dalla macchina dell’odio e del negazionismo che, grazie ai social, travolge tutto e tutti. Nell’opera Edith Bruck appare sotto grandi finestre con vetri rotti e inferriate arrugginite da cui si scorge un vecchio muro di mattoni. La scrittrice indossa la divisa a righe dei lager mentre con tenacia stringe tra le mani la bandiera d’Israele che le copre le spalle con la grande stella blu di David. L’opera di aleXsandro Palombo ci conduce al dramma, un invito alla riflessione per aggrapparsi alla Memoria, contro i rischi dell’oblio che il trascorrere del tempo porta con se.
Lo sfregio e l’indignazione
Negli ultimi mesi l’artista aveva celebrato con un murale a Milano altri due grandi testimoni della Shoah, Liliana Segre e Sami Modiano. L’opera “Anti-Semitism, History Repeating” che ha fatto il giro dei media internazionali dal New York Post al Jerusalem Post, dal tabloid inglese The Telegraph fino all’emittente televisiva americana Fox News, era stata ripetutamente deturpata con azioni antisemite e poi del tutto rimossa. Nelle scorse settimane è stata acquisita ed è entrata nella collezione della Fondazione Museo della Shoah di Roma ed è stata collocata davanti al complesso monumentale del Portico d’Ottavia nello storico ghetto ebraico, sotto la targa che ricorda il rastrellamento degli ebrei del 16 Ottobre 1943. Il Presidente del Mario Venezia ha dichiarato: «Quando abbiamo appreso la notizia dello sfregio al murales a Milano, siamo stati sopraffatti dall’indignazione, Un gesto vile e insensato che non solo colpisce l’arte, ma tenta di ferire il cuore stesso della Memoria. Ma non ci siamo arresi a questa violenza simbolica. Abbiamo trasformato la rabbia in un atto di bellezza e resistenza, prendendo contatto con l’artista, che ha saputo reinventare l’opera e realizzarne una nuova versione a Roma, presso la Casina dei Vallati, sede museale della Fondazione. Questo murales è la nostra risposta: una ferita che si rimargina, un simbolo che torna a vivere più forte di prima, perché la Memoria non può essere imbrattata».
L’artista
aleXsandro Palombo è uno degli artisti internazionali tra i più riconosciuti e impegnati sulle tematiche di rilevanza sociale, tra le sue opere pop più famose al mondo dedicate alla Shoah c’è l’iconica serie “I Simpson deportati ad Auschwitz” definita un colpo di genio dal quotidiano ebraico americano The Forward.
