GALLARATE – «Se qualcuno ha dichiarato, o anche solo insinuato, che ci sarebbero omissioni da parte dell’Ente o perfino presunte violazioni, settimana prossima daremo direttamente tutto in mano a un legale e citeremo in giudizio questo soggetti per calunnia e diffamazione». A dirlo è il sindaco di Gallarate, Andrea Cassani, intervistato a seguito della conferenza stampa indetta oggi dal Comitato “Salviamo gli alberi” e da Europa Verde per presentare le quattro istanze legali a la petizione europea inviata a Bruxelles contro il Grow29, progetto di rigenerazione urbana di Cajello e Cascinetta che ha ottenuto 17 milioni di euro di fondi comunitari e regionali.
Sindaco Cassani, ci risiamo. Con gli ambientalisti di Gallarate inizia l’ennesimo scontro tra avvocati?
«Giova ricordare che tutti i ricorsi e le azioni legali di codesto comitato, per la piazza Giovanni XXIII e per l’area di via Curtatone, sono finite con una vittoria su tutta la linea per il Comune. Evidentemente sappiamo fare bene il nostro lavoro. Con tutta la documentazione che il Comitato ha in mano sul tema non possono aver dichiarato queste cose».
Come stanno realmente le cose?
«Chi sostiene che andava fatta una concertazione prima di costruire la scuola, che tra l’altro è stata fatta anche con le opposizioni prima di presentare il progetto in Regione, ignora anche l’iter del bando regionale che prevedeva tempi stretti per la presentazione di progettualità complesse e ambiziose. Inoltre, significa che non ha letto minimamente la documentazione che riporta come prima azione del progetto Grow29 proprio la costruzione del polo scolastico, anche temporalmente, e le attività di coinvolgimento della cittadinanza è successiva perché non finalizzata a decidere se fare o meno la scuola (in un mondo normale nessun cittadino si opporrebbe alla costruzione di un polo scolastico NZEB che sostituisce due scuole primarie e due scuole materne) ma per concertare i progetti legati alle azioni sociali e non agli interventi infrastrutturali».
Eppure “Presunta violazione” lo hanno scritto nero su bianco sulla petizione inviata inviata alla Commissione permanente del Parlamento europeo.
«Queste cose gliele abbiamo già spiegate noi come Comune e anche la stessa Regione Lombardia al Comitato. Ma se davvero hanno dichiarato questo, significa che non hanno interesse a far trapelare la verità ma mistificare la realtà per scopi politici.Il Comune dal 2021 parla e si fa vanto di questo finanziamento e che qualcuno dica di aver scoperto la questione quest’estate è assurdo. Sui totem, sul sito del Comune, sui social è dal 2021 che se ne parla e molto banalmente è uno dei punti più importanti del programma elettorale votato dai cittadini nell’ottobre 2021 che ha portato alla mia rielezione. Se qualcuno, nonostante tutta la documentazione ricevuta, ha detto certe frasi, ne risponderà prima da un punto di vista penale».
Grow 29 Gallarate, il Comitato presenta 4 istanze legali e una petizione europea
