VARESE – «La prevenzione di atti illegali e situazioni di pericolo nei pubblici esercizi non deve ricadere sui titolari delle attività». È netta la posizione di Fipe, a livello nazionale così come in provincia di Varese, davanti alle linee giuda del ministero dell’Interno. E la levata di scudi ha portato anche il Viminale a specificare che l’adesione alle indicazioni del Decreto Piantedosi sia «su base volontaria». Nessun obbligo, quindi.
Incentivi bocciati
È Giordano Ferrarese, presidente provinciale di Fipe, a evidenziare un «problema». In particolare, ciò che contesta Ferrarese è «l’intenzione di introdurre un beneficio riservato esclusivamente a chi applicherà le linee guida, ovvero l’installazione di costosi sistemi di videosorveglianza e la designazione di referenti per la sicurezza». E quindi le domande sono chiare. «Chi può permetterselo? E poi, è giusto che solo i pochi che possono permetterselo godano di un vantaggio?».
Per Ferrarese, se di incentivi si vuole parlare, «bisognerebbe agevolare chi investe in professionalità e in serietà, non chi – approfittando della legge Bersani sulla liberalizzazione delle licenze – ha abbassato la qualità delle attività. Chi ha le risorse per mettere un buttafuori all’ingresso non garantisce necessariamente un servizio di qualità o il rispetto delle normative».
La proposta del presidente provinciale di Fipe è dunque quella di ripristinare il modello delle vecchie commissioni commerciali, contingentando le nuove aperture e controllando con rigore i requisiti dei gestori. «Il modello applicato sui Navigli negli ultimi mesi sta funzionando. Perché non replicarlo?», domanda. «Sta portando risultati positivi anche in termini di sicurezza».
Il protocollo per la legalità
Ferrarese si è espresso anche sul tema sicurezza, alla luce dei fatti di cronaca che hanno recentemente visto protagoniste bande di ragazzi. A questo proposito, il presidente provinciale di Fipe ribadisce la piena disponibilità dei pubblici esercenti a collaborare con le forze dell’ordine. Una prova concreta è fornita da Securshop, il protocollo per la legalità e la sicurezze delle imprese, sottoscritto a giugno 2024 da Prefettura e Questura di Varese, Comando Provinciale dei Carabinieri, Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Varese, Confcommercio e Confesercenti.
«Gestori e personale di bar continueranno a fare la loro parte», conclude Ferrarese. «Non dimentichiamolo: le prime vittime di queste bande di incivili sono loro, così come di vandali, ladri e rapinatori. Ma non ci si chieda di assumerci responsabilità che non ci competono per ciò che accade all’esterno dei nostri locali».
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