Pro Patria-AlbinoLeffe: 1-2. Non basta Sala, per i tigrotti è la sesta sconfitta di fila

BUSTO ARSIZIO – Squadra che cambia… non vince. La Pro Patria riesce a beffare persino la cabala, rovinando l’esordio in panchina di Massimo Sala con un’altra sconfitta, la sesta consecutiva. A prolungare l’astinenza dei tigrotti, che non vincono in campionato da 16 gare, ci pensa stavolta l’AlbinoLeffe di Lopez che, nel giro di 7 minuti, riesce a capovolgere con le reti di Fossati (73′) e Zoma (80′ ) il vantaggio firmato al 67′ da Alcibiade, su rigore procurato dal pimpante Rocco.

Un gol che aveva illuso la tifoseria biancoblù – ancora scossa per le condizioni di Raffaele e strettasi in toccanti cori misti ad un rispettoso silenzio – di poter riassaporare dopo 112 giorni d’astinenza il profumo della vittoria e di bagnare positivamente il nuovo corso societario, segnato dalla presenza in tribuna dell’avvocatessa Zema, accolta da un comitato “istituzionale” (dal Sindaco Antonelli, all’Assessore Folegani, passando per il consigliere Tallarida).

Ma per i primi punti biancoblù del 2025 bisognerà purtroppo attendere ancora. Questa fragile Pro Patria, scioltasi come neve al sole dopo il vantaggio, è ancora malata.

Le pagelle: Rocco dà la scossa

Rovida 5; Bashi 5.5, Alcibiade 6.5, Coccolo 6; Renault 5.5, Nicco 6 (12′ st Ferri 5.5), Palazzi 5 (12′ st Mehic 5.5), Mallamo 6 (39′st Terrani), Barlocco 6; Beretta 6 (39′ st Pitou), Toci 5 (18′ st Rocco 6). All. Sala: 6

Mix zone

1° tempo: vince la paura

Senza gli infortunati Lombardoni, Travaglini, Sassaro e lo squalificato Somma, mister Sala per il suo ritorno sulla panchina biancoblù si affida ad un 3-5-2 in cui Palazzi agisce in mezzo al campo, mentre Beretta e Toci fanno tandem in attacco. In un silenzio assordante l’AlbinoLeffe si fa pericoloso soprattutto sul gioco aereo, come al quarto d’ora quando Baroni di testa fa la barba al palo. Gli orobici di Lopez (al 36′ fuori in barella per infortunio Gusu) cercano di fare la partita, mentre i tigrotti – che peccano di personalità – giocano coi nervi. All’intervallo è un inevitabile 0-0

2° tempo: Alcibiade illude

Poco dopo il rientro dagli spogliatoi, Sala gioca la doppia carta Ferri e Mehic, inserendo al 60′ Rocco, il cui primo tocco vale il rigore. Dal dischetto si presente Raffale Alcibiade che dimostra di avere le palle, sfatando il tabù rigori e firmando con freddezza l’1-0 al 67′. Neanche il tempo di gioire che, al 73′ sulla punizione cross di Marco Fossati, Rovida si fa sorprendere: è 1-1.  La Pro accusa il colpo e l’AlbinoLeffe va clamorosamente vicino al sorpasso con Zoma che prima prende il palo, poi si divora da due passi il tap-in. La difesa biancoblù è in aria tanto che per Mohamed Alì Zoma all’81’ è un gioco da ragazzi firmare l’1-2 completamente indisturbato. La Pro resta sulle gambe, senza avere più la forza di aregire: finisce così 1-2.

Forza Raffale

In uno “Speroni” dal silenzio surreale, prima del fischio d’inizio gli ultras biancoblù – rimasti compatti e in silenzio dietro lo striscione “Raffa… Busto lotta con te!” – hanno comunque intonato un coro per Raffaele, suscitando l’immediato plauso del pubblico dello Speroni. Applausi ripetutisi pochi istanti dopo, quando gli ultras dell’AlbinoLeffe hanno esposto (e poi appeso) un vessillo di vicinanza: “Forza Raffa“.

Ai nuovi soci: istruzioni per l’uso

Molti tifosi si sono chiesti come mai i nuovi soci non abbiano ancora voluto esporsi (per la cronaca in tribuna era presenta l’avvocatessa Rosanna Zema, rappresentante del gruppo -ndr). La risposta l’ha data indirettamente la stessa Patrizia Testa confermando che la trattativa – i cui primi contatti risalgono addirittura a dicembre 2023 – è stata condotta in prima persona da Sandro Turotti. Ovvero una persona che ha fatto dell’affidabilità e soprattutto della riservatezza le sue parole d’ordine.
I tifosi possono insomma dormire sonni tranquilli, i nuovi soci invece devono prepararsi ad un radicale cambiamento: la Pro Patria porterà loro grandissima visibilità mediatica che andrà gestita, ben sapendo che il calcio è diventato sì un’impresa, ma ha ancora alcune variabili (i tifosi, la piazza, la stampa, la politica) incontrollabili e da non sottovalutare.
Pur partendo da un’importante e preziosa eredità, basata su sostenibilità, valorizzazione giovani e bustocchità, i nuovi soci dovranno riportare al più presto la Chiesa al centro del villaggio, riallacciando rapporti e relazioni (ora ai minimi termini), riattivando la comunicazione (pressoché inesistente), ridando una nuova immagine al brand Pro Patria (in linea coi tempi) e soprattutto ripopolando lo “Speroni” (ai minimi storici, vedasi i 505 spettatori con l’AkbinoLeffe). Più riusciranno a far trasparire la loro passione per la maglia biancoblù e per la gloriosa storia dei tigrotti, puntando anche i piedi all’occorrenza (parcheggi, Pro Patria Museum, giovanili a San Vittore, Daghidaponta, senza mai dimenticare il titolo venduto al Varese), più sapranno toccare le corde di una tifoseria che ha oramai imparato a soffrire in silenzio; più riusciranno a capire l’anima passionale della piazza, più ne entreranno in sintonia, per un connubio potenzialmente esplosivo.
Ben sapendo che Busto come può dare, sa anche togliere; che l’imprenditoria ha i suoi tempi di reazione; e che la politica va ascoltata, ma non necessariamente sposata. Gli oneri, che ci saranno e che saranno tanti (la Famiglia Testa ne sa qualcosa…), dovranno però essere sempre subordinati all’onore di una bandiera, capendo – ci portiamo già avanti negli anni – anche il momento giusto per farsi da parte, una volta fatto il proprio corso.
Che la storia continui…

Le bandiere restano

Su Colombo allenatore ne abbiamo sentite tante, probabilmente troppe, ma di fronte a certe ricostruzioni lette in settimana, forse è il caso di mettere qualche puntino sulle “i”. Che gli insulti piovuti dagli spalti o via social nei confronti di Riccardo siano sbagliati, nessuno lo mette in discussione, né tantomeno li giustifica, ma società e proprietà non possono certo esimersi dalle proprie responsabilità. L’immobilismo misto ad autolesionismo di chi ha lasciato Colombo sulla panchina tigrotta per ben 15 gare senza vittoria, non solo ha fatto piombare la Pro al penultimo posto (questi sono purtroppo i fatti), ma ha finito paradossalmente per esporre proprio Riccardo ad un fuoco incrociato di cui tutti avrebbero fatto volentieri a meno. Questo per dire che il tigrotto di Bergoro è stato sì il bersaglio più semplice da colpire (in sala stampa, del resto, solo lui ci ha messo la faccia), ma non è stato certo l’unico colpevole di questa situazione, certificata purtroppo da numeri oggettivi e incontrovertibili (in campo e fuori, con il record minimo di spettatori: appena 505). Una situazione che – alla luce delle ultime rivelazioni – forse si sarebbe potuta evitare in estate, anticipando quel closing probabilmente necessario per alzare quella famosa asticella di turottiana memoria. Riccardo Colombo calciatore, capitano e soprattutto uomo è e resterà sempre una bandiera biancoblù.

Il tabellino

Pro Patria-AlbinoLeffe: 1-2 (0-0)

Marcatori: Alcibiade (P) al 22’st, Fossati (A) al 28’st, Zoma (A) 35’st 

Pro Patria (3-5-2): Rovida; Bashi, Alcibiade, Coccolo; Renault, Nicco (12′ st Ferri), Palazzi (12′ st Mehic), Mallamo (39′ st Terrani), Barlocco; Beretta (39′ st Pitou), Toci (18′ st Rocco). A disposizione: Pratelli, Reggiori, Curatolo, Citterio, Piran, Cavalli, Vaglica. Allenatore: Massimo Sala

AlbinoLeffe (3-5-2): Marietta; Borghini, Boloca, Baroni; Gusu (33′ pt Mustacchio, 37′ st Agostinelli), Astrologo (25′ st Longo), Fossati, Munari, Ambrosini; Zoma, Parlati. A disposizione: Facchetti, Bonfanti, Giannini, Zambelli, Zanini, Ricordi, Evangelisti, Angeloni, Bosia, Freri. Allenatore: Giovanni Lopez

Arbitro: Andrea Migliorini di Verona (Callovi, Mino; Dasso)

NOTE: Giornata piovosa terreno in discrete condizioni. Ammoniti: Nicco (PP), Ferri (PP), Boloca (A), Alcibiade (PP). Calci d’angolo: 1-7. Minuti di recupero: 2′ pt, 4′st. Spettatori: 505.

Next match: dalla capolista

In casa della prima della classe. Domenica 9 febbraio (calcio d’inizio ore 15) la Pro Patria fa tappa allo stadio “Euganeo”, ospite della capolista Padova, guidata in panchina dall’ex Matteo Andreoletti. I tifosi biancoblù stanno organizzando un pullman al seguito.

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Pro Patria AlbinoLeffe – MALPENSA 24
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