Fagnano, «L’assessore Palomba anziché insultarmi pulisca i boschi di via Caboto»

Davide bevilacqua prima e dopo la raccolta di rifiuti in via Caboto

FAGNANO OLONA – Insultato davanti al sindaco dall’assessore alla Cultura e all’Ambiente. Potrebbe sembrare ironia della sorte che una persona che guida il settore cultura insulta un cittadino che da tempo di prende cura dell’ambiente, pulendo, di sua sponte, boschi dimenticati da Dio, dagli uomini (che amministrano), ma non dagli zozzoni che vi scaricano di tutto. Ma andiamo con ordine.

Il racconto

Il cittadino insultato è Davide Bevilacqua, persona conosciuta a Fagnano per la sua militanza in politica che l’ha portato nel tempo a sostenere Siamo Fagnano, poi Fagnano Bene Comune e da tempo esponente di Azione. Questo per dire che chi conosce Bevilacqua sa non gli manca certo la vis polemica, anche se questa volta il fagnanese non ha innescato alcuna miccia. Anzi, qualche giorno fa è passato al Castello proprio per definire in maniera ancor più puntuale il suo impegno ecologico.

«Da tempo mi sto occupando della pulizia dei boschi tra Fagnano e Cassano – spiega Bevilacqua – quelli compresi tra la SP20 (via Bonicalza di Cassano Magnago) e via Caboto. Una zona presa di mira quotidianamente da persone che compiono reati ambientali e che rimangono sempre impuniti. Basta fare un giro per vedere che lì trovi di tutto: dal materiale edile di scarto, ai fusti d’olio esausto. Senza esagerare posso dire che ci troviamo in una “terra dei fuochi” del Nord». Bevilacqua poi documenta quanto racconta con una serie di immagini che mostrano gli abbandoni, ma anche sacchi riempiti di rifiuti vari.

La “terra dei fuochi” di Fagnano

«Sacchi – continua il fagnanese – che l’ultima volta ho lasciato con cura lungo il marciapiede di via Caboto affinché gli addetti del Comune potessero recuperarli con facilità». Bevilacqua, che da tempo chiede all’amministrazione di occuparsi della cura di quei boschi, l’altro giorno è riuscito a fissare un appuntamento con il sindaco Marco Baroffio e l’assessore alla partita Giuseppe Palomba.

«Il sindaco mi ha preparato sul tavolo guanti e sacchetti nuovi (e di questo lo ringrazio), ovvero il materiale che avevo richiesto in queste settimane avendo sempre usato quelli per la mia raccolta domestica. Quando ho poi detto di aver lasciato i sacchi raccolti sul marciapiede la risposta che mi hanno dato è “attenzione che potresti venire accusato di abbandono rifiuti”. Ho strabuzzato gli occhi e ho commentato che “ci troviamo davvero un mondo al contrario”.

Reazione di alta Cultura

A quel punto si è registrato l’intervento decisivo dell’assessore alla Cultura e all’Ambiente: «“Non capisci un cazzo”, mi ha incalzato Palomba. Ho evitato di controbattere e me ne sono andato, mentre l’assessore continuava a deridermi aggiungendo “vai a fare un post su facebook”. Inaccettabili. Sono invece state accettate le parole del sindaco che non solo ha cercato di farmi tornare indietro, ma ha anche chiesto scusa per l’atteggiamento del suo assessore».

E infine Bevilacqua conclude: «Quella di Palomba non è stata una risposta di alta Cultura, piuttosto la reazione di chi forse si è trovato in imbarazzo davanti a chi fa qualcosa per l’ambiente. A differenza sua».

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