VARESE – «Non me ne sto occupando io dell’iter: si sta negoziando, si sta discutendo. Il mio iter è quello di garantire un’assistenza sanitaria che sia la migliore possibile in tutte le strutture ospedaliere della nostra regione». Così l’assessore al welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso si è espresso in merito all’avanzamento dell’iter per la “tassa sanità” dei frontalieri, sottolineando poi le motivazioni alla base.
Bloccare la fuga all’estero
A margine della firma per il nuovo canile Bertolaso si è espresso sul tema che domani, sabato 15 febbraio, sarà al centro dell’assemblea internazionale dei frontalieri in programma proprio a Varese. «La Regione sta vedendo e seguendo quelle che sono le procedure – ha risposto – come sapete è un problema che a noi interessa in quanto abbiamo esigenze di incentivare al massimo tutto il personale sanitario che lavora nelle aree diciamo vicine alla frontiera, proprio per riuscire a bloccare questa continua emorragia, questo esodo verso altri paesi che sono in grado di offrire degli stipendi contro i quali noi non riusciamo ovviamente a competere». E poi ancora: «Il nostro interesse non è tanto quello di tassare i cittadini quanto quello di avere ulteriori sufficienti risorse per incentivare tutto il personale che ha studiato, si è laureato, si è specializzato in Italia, poi quindi di poter esercitare la propria professione in Italia senza l’attrazione di sirene di territori limitrofi».
Convocato il Tavolo interministeriale sui frontalieri. Riflettori sulla tassa sanità
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