SARONNO – L’astensione di Marta Gilli è decisiva: a Saronno il bilancio di previsione non passa. Il colpo di scena arriva pochi minuti prima della mezzanotte, quando al momento della votazione del documento finanziario tra maggioranza e minoranza è pari e patta: 12 voti a favore e 12 contrari. A dare la spallata, questa sera sabato 15 febbraio, è proprio la presidente del consiglio con l’astensione.
Punto e a capo
Il bilancio non passa, ma il sindaco Airoldi non cade. Ci sono, infatti, ancora i margini per riportare in consiglio il documento finanziario di previsione. E allungare quell che ormai è diventato avanspettacolo.
Eppure i segnali che la serata sarebbe finita storta c’erano tutti: nella nuovissima sala consiglio l’impianto audio ha iniziato a fare le bizze. E la seduta è iniziata con un’ora in ritardo. Dopo di che una lunga agonia fatta di interventi preconfezionati e letti. Pochi i consiglieri che sono andati a braccio. Liturgia che ha regalato più noia che emozioni, più prese di posizione di parte che riflessioni. Passaggi inutili in quanto tutti sapevano che il sale sarebbe arrivato al momento del voto. Mai come questa volta in bilico. E tutto sulle spalle di Marta Gilli.
Non passa
Che il PD, tutto il PD, avesse votato a favore lo si è capito dopo i primi interventi. E a sancire l’ordine alla truppa è stato il capogruppo Francesco Licata, che ha preso la parola per ultimo. Poche parole ma pesanti: «Votiamo a Favore. Convintamente favore». Voto farevole anche da parte dei “cespugli” che sono rimasti attaccati alla maggioranza.
Stessa compattezza anche tra i banchi dell’opposizione: tanti consiglieri votanti (12) altrettanti voti contrari. E poi lei, il presidente del consigli, decisiva questa sera con la sua astensione, ma anche nella prossima seduta quando il bilancio verrà ripresentato dopo essere già stato ritirato il 4 febbraio. A meno che, Augusto Airoldi, non decida di abbassare la serranda. In ogni caso a questo punto la città andrà al voto nel 2026.
