BUSTO ARSIZIO – È morto all’età di 86 anni Romano Pinciroli, il “papà” della pista di atletica di Sacconago. Era stato presidente della Pro Patria Atletica e consigliere della FIDAL Lombardia, la federazione di atletica. Ma nella sua Busto Arsizio era stato protagonista anche della “stagione” dei comitati di quartiere, ai tempi dell’amministrazione del sindaco Luigi Rosa. Il funerale si svolgerà giovedì 20 febbraio alle 11 nella chiesa parrocchiale del Redentore, il suo quartiere per cui si è battuto fino all’ultimo, e sarà preceduto dal Rosario alle 10.45.
L’annuncio
Sono i familiari, a partire dalla moglie Giuseppina, ad annunciare “la scomparsa del loro carissimo Romano Pinciroli”, deceduto questa mattina, 17 febbraio, all’età di 86 anni. La sua salma riposa alla Casa funeraria “Le Origini Mismirigo” in viale Sicilia 5 (aperta dalle 8.30 alle 12 e dalle 14 alle 18).
Il “papà” del centro di atletica
L’atletica è stata la passione di una vita per Romano Pinciroli, e il suo impegno come presidente della società di atletica cittadina (la storica Pro Patria) e come punto di riferimento sul territorio della FIDAL gli aveva consentito di concretizzare il sogno della realizzazione pista di atletica di via Arturo Tosi a Sacconago, un’opera avviata ai tempi dell’amministrazione Rosa e un impianto recentemente rinnovato e destinato a diventare centro federale di atletica. Con il suo carattere arcigno e polemico, non aveva mai fatto mancare i suoi interventi anche quando, negli ultimi anni, non era più nella Pro Patria Atletica.
L’impegno per i quartieri
L’altro motivo per cui era conosciuto in città era il suo impegno per i quartieri, a partire dal “suo” Redentore, che sempre negli anni dell’amministrazione di Gigi Rosa era diventato importante, al fianco degli altri storici rappresentanti dei comitati di quartiere, Mario Cislaghi (San Giuseppe) e Sergio Moriggi (Madonna Regina). Non a caso l’ultima sua uscita pubblica – sebbene “acciaccato” per alcuni problemi di salute – è stata, la scorsa estate, per chiedere attenzione nei confronti del verde e dei marciapiedi del suo quartiere. Ora a Busto mancherà la sua “vis polemica”, ma anche la sua grande conoscenza della città e dei suoi rioni “periferici”.
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