Mortale a Somma, Bellaria: «Il progetto per via Giusti c’è. Ora tocca a Regione»

SOMMA LOMBARDO – Il tragico incidente del 15 febbraio scorso, dove ha perso la vita Maria Teresa Aloisi, riaccende i riflettori sulla pericolosità di via Giusti a Somma Lombardo, riportando l’attenzione sulla necessità di intervenire con urgenza per mettere in sicurezza una strada così trafficata. Il paradosso è che un progetto definitivo esiste da anni, ma è fermo nel cassetto. Tocca a Regione Lombardia sbloccarlo indicandolo ad Anas come prioritario.

Il progetto di Anas

Il mortale dello scorso sabato ha naturalmente toccato nel profondo l’amministrazione comunale, che da anni si batte per adeguare l’ingresso a sud della città al traffico attuale. La sua gestione è divisa in due parti. Il tratto della strada che va dalla zona industriale fino all’imbocco con la 336 è di competenza di Anas. Nello specifico, non è il pezzo in cui è avvenuto l’incidente. Però, come spiega il sindaco Stefano Bellaria, è quello su cui si è già cominciato a provare a individuare una soluzione: «Un progetto definitivo c’è, ed è stato realizzato a carico di Sea, approvato da Anas e visionato dal Parco del Ticino. Oltre ad aver visto il supporto dei tecnici del Comune di Somma». Un piano che spetta ad Anas finanziare e che «con gli ultimi rincari raggiungerebbe una cifra superiore agli 8 milioni di euro». Ma il Comune di Somma non può intervenire direttamente. Non solo da un punto di vista economico, ma soprattutto perché non ha competenza diretta. In più, ricorda il primo cittadino, «il progetto è già inserito nel protocollo del Masterplan di Malpensa, dove viene definito prioritario». Sui disegni sono previste due rotonde – una all’altezza della Cascina Mazzafame e una in zona Dog’s Ground – e una ciclabile da 3 metri di larghezza. Si prevede inoltre l’allargamento del sedime stradale, in modo tale che il traffico non si blocchi, proprio come accade ora, anche per un banale tamponamento. Cosa manca dunque? «Ora è Regione Lombardia che deve autorizzare Anas a intervenire e dare la priorità all’intervento».

Il problema del vecchio ponte

C’è poi, la seconda parte, il tratto più vicino alla città, tra i supermercati Md e Famila e la zona industriale. È la salita in cui è avvenuto l’incidente. Un’area che, in genere, non viene frequentata dai pedoni e anche i ciclisti se possono si tengono alla larga, proprio perché è stretta e molto trafficata anche dai mezzi pesanti. Qui, intervenire, non è soltanto un problema economico. «Ciò che rende complicato, anche solo per realizzare un marciapiede, è il vincolo sui resti del vecchio ponte dell’Ipposidra che delimitano la strada». Ci sono, infatti, ai lati i resti che «sono tutelati dalla Soprintendenza». Mettere mano è praticamente impossibile. E lo dimostra il fatto che già nel 2016 era scoppiata un’aspra polemica – ai tempi fu la Lega a sollevare il caso – perché erano stati rimossi alcuni sassi per mettere in sicurezza l’ingresso di via Novellina.

Somma, è Maria Teresa Aloisi la vittima del drammatico incidente in via Giusti

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