di Andrea Minchella
VISTO
5 SETTEMBRE- LA DIRETTA CHE CAMBIO’ LA STORIA, di Tim Fehlbaum (September 5, Germania- Stati Uniti 2024, 91 min.).
Un piccolo film, poco pubblicizzato e lontano dai clamori mediatici, che si rivela subito un’interessante e inedito racconto dei fatti tragici che hanno investito le Olimpiadi di Monaco del 1972. Chi vede il film assiste ad un resoconto crudo e quasi claustrofobico dell’attacco terroristico avvenuto nel villaggio olimpico da parte dei terroristi palestinesi del “Settembre Nero” contro alcuni atleti israeliani dal punto di vista però dell’emittente ABC che garantiva, fino a quel momento, la diretta di tutta la manifestazione sportiva.
I giornalisti della famosa rete televisiva americana si ritrovano in un istante catapultati dentro un tragico evento che cambiò per sempre i codici della comunicazione giornalistica. Proprio in Germania, che stava cercando in ogni modo di scrollarsi di dosso i demoni che meno di trent’anni prima avevano avvolto ogni centimetro di una terra piena di cadaveri ebrei innocenti, un gruppo di terroristi si scaglia per ragioni politiche contro undici atleti israeliani (due di loro verranno uccisi nei primi istanti dell’attacco).
Da subito si capisce che la vicenda non si risolverà in poco tempo e che l’esito tragico avrebbe nuovamente messo la Germania sul tavolo degli imputati. La redazione sportiva, che vede la presenza di molti giornalisti ebrei, cerca di raccontare nella maniera più chiara e realistica la difficile e fragile trattativa tra le autorità tedesche e i terroristi. Il capo dello studio televisivo Roone Ariedge organizza immediatamente la redazione perché possa coprire ogni minuto della vicenda con testimonianze, filmati e registrazioni audio realizzati dalla troupe che viene istituita velocemente dal capo della sala controllo Geoffrey Mason.
I dissapori e le diverse vedute tra il capo della redazione e i suoi collaboratori vengono continuamente attenuate dalla drammaticità della situazione che tiene tutto il mondo con il fiato sospeso. Grazie ad alcune telecamere posizionate sul villaggio olimpico e sul balcone dell’appartamento in cui i terroristi tengono in ostaggio nove atleti, il mondo incredulo può per la prima volta assistere in diretta da casa ad un attacco violento nel cuore dell’Europa. La perseveranza e la professionalità dei giornalisti coinvolti daranno vita ad un resoconto macabro ed ininterrotto di un attacco non preventivato dalle forze di polizia tedesche che mostreranno al mondo intero tutte le lacune operative e l’impreparazione a gestire un episodio del genere.
Quella narrazione giornalistica rimane ad oggi un’indelebile e preziosa testimonianza di uno dei più violenti attacchi terroristici dal dopo guerra. Quella diretta televisiva cambierà per sempre il rapporto tra l’evento e la sua narrazione giornalistica trasformando la cronaca in realtà tangibile e senza censura. Le immagini del terrorista incappucciato che fa capolino dalla finestra del balcone in cui sono asserragliati i terroristi diventa iconografia universale della immensa vulnerabilità dell’Europa moderna nei confronti di un nuovo nemico apparso per la prima volta nelle nostre case.
Il bravo regista scrive egregiamente un serrato resoconto angosciato ed angosciante di quei terribili giorni. L’autore svizzero tralascia volutamente la ricostruzione scenica dell’attentato incentrandosi quasi ossessivamente solo sul punto di vista dei giornalisti. Fehlbaum ci restituisce in maniera plastica ed equilibrata le divergenze tra i giornalisti e i tecnici che lavorarono a quel tragico spettacolo. L’urgenza di dover prendere delle difficili decisioni in pochi attimi rese il lavoro di quei professionisti estremamente complicato e profondamente drammatico. L’esigenza di raccontare al mondo intero un evento così doloroso si scontrava naturalmente con un forte e diffuso senso del pudore intimamente suggestionato dal dramma dell’Olocausto della seconda guerra mondiale.
“5 Settembre” è dunque una pellicola ben scritta (Fehlbaum è candidato ai premi Oscar per la migliore sceneggiatura) e sapientemente costruita dal punto scenico e stilistico. La presenza degli attori, a partire dal bravo Peter Sarsgaard, viene sapientemente gestita e modulata da un regista abbastanza giovane che però sa esattamente come muoversi con la cinepresa e che mostra una maturità artistica necessaria per racconti del genere.
RIVISTO
THE EICHMANN SHOW- IL PROCESSO DEL SECOLO, di Paul Andrew Williams (The Eichmann Show, Regno Unito 2015, 88 min.).
Il processo del secolo che fu seguito dal mondo intero. Uno dei più violenti gerarchi nazisti, dopo essere stato catturato in sud America dal Mossad, viene processato in Israele in un evento mediatico che trasformò per sempre la percezione del dolore e della sofferenza del pubblico televisivo.
Le divergenze tra il produttore e il regista della trasmissione di tutte le fasi del dibattimento diedero vita ad un resoconto drammatico, a volte spietato a volte più umano, della condanna, non solo processuale, ad uno dei registi della “soluzione finale” che la Germania mise in atto nei confronti di milioni di ebrei. Straziante.
