Saluto al Duce! “Ma no, dai, stiamo scherzando”. Giustificazione che abbiamo sentito tante volte proprio qui, in provincia di Varese, a Busto Arsizio, rispetto a immagini di personaggi più o meno conosciuti fotografati col braccio teso come i fascisti o, peggio, come i nazisti. Insomma, per dirla con Checco Lattuada, noto esponente della destra-destra locale, soltanto una goliardata. Facciamo fatica a credergli. Ma siamo in un ambito circoscritto dove, è vero, certe rappresentazioni plastiche che rimandano agli anni bui di Mussolini e Adolf Hitler preoccupano fino a un certo punto, di sicuro indignano per la loro simbologia e, di più, stimolano la curiosità giornalistica, e poi?
Altra cosa, ad esempio, sono le braccia tese alle adunate commemorative, come ad Acca Larentia, luogo di una strage a danno di esponenti di destra o, per uscire dal nostro Paese, gli avrambacci irrigiditi di Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump, e di Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo e “suggeritore” della politica trumpiana. Non ci sembra siano una goliardata, né che siano segnali innocui, da minimizzare. Gli autori del “saluto” incriminato spiegano che è il loro modo di atteggiarsi, che non intendono affatto ispirarsi ai due sanguinari dittatori della prima metà del secolo scorso, e che, in fondo, sono stati equivocati. Sarà. Ma le sole dichiarazioni a favore di Afd (Alternative fur Deutschland) partito tedesco di chiara ispirazione neo/nazista, qualcosa più di un dubbio lo lasciano.

Fossimo in Italia i due sarebbero protetti dalla sentenza della Cassazione che, un anno fa, stabilì che il saluto romano è reato solo se implica l’apologia di fascismo e minaccia l’ordine pubblico. Insomma, bisogna prima valutare il conteso, capire e poi decidere. E ci si può difendere come Checco Lattuada affermando che al massimo si tratta di una bischerata. Ma Bannon e Musk, con tutto ciò che sta loro alle spalle, scherzano? Alla conferenza dei conservatori a Washington, Bannon ha parlato di “rivoluzione nazionalista e populista” e lanciato un appello a “non arretrare né arrendersi, ma combattere, combattere, combattere”. Non proprio un messaggio rasserenante. Ma lui insiste: “Ho fatto soltanto un saluto alla folla”. Intanto, Carlo Fidanza, esponente di Fratelli d’Italia, presente alla conferenza dei Conservatori statunitensi, afferma che il saluto romano di Bannon è una “falsa narrazione della sinistra”. Né più né meno quanto fu sostenuto per lo stesso braccio teso di Elon Musk alla cerimonia di insediamento di Trump. Anche qui, possiamo credergli?
Chi non sembra credere alle convergenti spiegazioni è Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National francesce, che avrebbe dovuto parlare a Washington. Bardella, espressione di Marine Le Pen (sappiamo da che parte sta), ha rinunciato all’intervento spiegando che il gesto di Bannon era provocatorio e si riferiva all’ideologia nazista. Di conseguenza “ho preso la decisione immediata di cancellare il mio discorso”. In conclusione, la destra che contesta la destra, in un mondo che, per volontà di Donald Trump, si sta spostando tutto a destra. Lo testimoniano anche gli avambracci che si tendono per salutare romanamente, anche se soltanto un po’. Il problema è che sono gli avrambacci di Bannon e Musk. Non se la prenda il nostro amico Checco Lattuada, ma contano più del suo. E inquietano.
bannon musk lattuada – MALPENSA24
