Candidati a sindaco tutti Fratelli

fratelli candidati sindaco

Mancano più di due anni alle elezioni amministrative nei principali centri della provincia di Varese, ma i partiti si stanno già portando avanti con il lavoro. Quanto meno in funzione delle candidature a sindaco di Varese, Busto Arsizio e Gallarate. Un fermento che attraversa Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, che fin da ora opzionano le poltrone a primo cittadino, lanciano messaggi, segnano il posto. I congressi dei meloniani, celebrati nel fine settimana, si sono conclusi, al di là della retorica tipica di questi appuntamenti, con l’annuncio che il partito è pronto a esprimere i possibili sindaci nel 2027. Dappertutto, naturalmente, sulla base degli ultimi risultati elettorali, nazionali e regionali, che hanno premiato i Fratelli anche a Varese e provincia.

La conseguenza è che gli alleati berlusconiani e leghisti sono finiti in coda, ma questo non impedirà loro di avanzare richieste di candidature per salvaguardare gli equilibri politici locali attraverso un’equa ripartizione dei posti. Senza dimenticare che sullo sfondo fanno sempre capolino i moderati (Noi moderati) che hanno già fatto sapere, neanche troppo sottovoce, di essere interessati a Palazzo Estense e, di più, di avere l’uomo giusto per sfidare il centrosinistra: Raffaele Cattaneo.

Ecco, gli uomini e le donne giuste. Fratelli d’Italia sostiene di poter schierarne in abbondanza, persone con specifiche competenze per guidare i Comuni. Di sicuro li conosceremo più in là, quando si scopriranno le carte (a darle saranno come sempre le segreterie regionali) e i meloniani, al momento alle prese con la più classica delle crisi di crescita, lanceranno i loro rappresentanti nelle sedi opportune. Per il momento si conoscono i maneggi in atto, soprattutto a Varese, per provare a imporre candidati più o meno probabili: il congresso meloniano, è vero, ha avuto uno sbocco unitario, ma le fazioni sgomitano, eccome se sgomitano, nei retrobottega.

A Castellanza, dove si vota a breve, i Fratelli hanno messo in campo Luciano Lista, già assessore a Busto Arsizio appartenente alla squadra dell’eurodeputato Mario Mantovani. A Saronno, quarta città della provincia anch’essa prossima al voto, il centrodestra naviga in acque per ora procellose. E Fratelli d’Italia non pare riesca a esprimere qualcuno capace di offrire le scontate garanzie di affidabilità politica e amministrativa. Un caso, non c’è dubbio. Ma le crisi di crescita rappresentano pur sempre un problema. Ne sa qualcosa la Lega che, in passato, è stata costretta a far fronte al vasto consenso elettorale in difetto di suoi esponenti sicuramente spendibili, salvo, è evidente, le eccezioni.

Detto questo, rivendicare i candidati a sindaco in largo anticipo sulla data del voto fa parte del gioco ma, più a fondo, è un messaggio agli alleati: attenzione, ci siamo prima noi. Comprensibile tale atteggiamento con le esigenze di partito, ma poi ci sono gli altri, per nulla intezionati a fare passi indietro nelle città più importanti. Tutti con mire precise nelle singole località, soprattutto in quelle (Busto Arsizio e Gallarate) dove governano giunte e primi cittadini di centrodestra, intenzionati a difendere le bandiere delle rispettive componenti, Fratelli d’Italia e Lega, sui municipi. Centri dove, a differenza del capoluogo, è plausibile una riconferma della destra alle urne, se non per meriti acquisiti, per evidente debolezze del centrosinistra. Tutti, a destra, a sinistra, al centro, privi di spiccate personalità che possano fare la differenza. E, quando ci sono, o si chiamano fuori o vengono tenute sottotraccia o addirittura avversate in funzione di gelosie e meschinità tipiche di una politica politicante che, per il momento e fino a prova contraria, sembra avere il sopravvento anche in provincia di Varese.

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