Argentiero nuova guida dei Fratelli a Varese città: «Ora vogliamo il sindaco»

VARESE – Salendo al secondo piano del Miv, per raggiungere la sala Terra dove si è tenuto il congresso cittadino di Fratelli d’Italia, la tromba delle scale profuma di pop corn. Ma il rito della consegna del timone del partito al prescelto fila via liscio. Non c’è nulla di scoppiettante. I pop corn i Fratelli varesini li hanno finiti nelle settimane che hanno preceduto il congresso cittadino di oggi, domenica 2 marzo.

Argentiero per acclamazione

Enrico Argentiero è stato eletto per acclamazione. Uomo di mediazione, garante di coloro che l’hanno sostenuto fin dall’inizio, ma capace di smussare (anche grazie al lavoro di Andrea Pellicini, Luigi Zocchi e Salvatore Giordano) gli attriti e placare i venti di guerra interna. Del resto un congresso a colpi di voti non avrebbe garantito un risultato netto. La vittoria di uno dei due candidati di certo, ma anche la frattura.

«Due dediche – ha detto Argentiero nel suo primo intervento da presidente – la prima a Giuseppe De Bernardi Martignoni e la seconda a Piero Pellicini, papà di Andrea, e che per me è stato un maestro e mi ha insegnato ad ascoltare, condividere e giungere a una sintesi». E due ringraziamenti che fanno capire che il nuovo presidente conosce l’arte della dialettica: «Saluto e ringrazio Salvatore Giordano e Romana Dell’Erba».

A Varese un nostro candidato sindaco

Partito unito. Per oggi

Infatti dal Miv esce è una partito unito. Almeno oggi e nelle prossime settimane. Perché il dibattito interno non si placherà, ma potrebbe davvero essere un valore aggiunto in un circolo che per tradizione ha più litigato che lavorato per trovare la sintesi. E le premesse non sono certo male. Alcuni segnali.

Primo segnale: Romana Dell’Erba esce un po’ con le pive nel sacco. Forse i numeri li aveva per dire la propria in caso di duello. Ma il passo indietro vale un ticket politico.

Secondo segnale: non c’era bisogno di sancire la pace congressuale in sala Terra al Miv. A dire che le anime si sono riavvicinate c’era l’europarlamentare Mario Mantovani, più vicino alla Dell’Erba (anzi è il contrario) e che ha fatto da presidente dell’assise e quindi ha ricoperto un ruolo di garante.

Terzo segnale: la composizione del direttivo, equamente diviso tra le parti: Giuseppe Montalbetti, Salvatore Giordano, Giovanna Spina, Athos Mercante, Eugenio De Amici, Gabriella Altamura, Francesco Tucci, Laura Lo Piccolo, Emanuela Molinari, Giuseppe Crucitti. Con un neo non da poco però: troppi legami di parentela. Va bene che il partito si chiama Fratelli, ma a Varese ci sono anche cognati, compagni e nipoti. Che sia davvero una famiglia?

Il parterre do roi

Il consigliere regionale Luigi Zocchi; l’assessore regionale e neo presidente di FdI Gallarate Francesca Caruso; la consigliere regionale Romana Dell’Erba; il sindaco di Busto Emanuele Antonelli; il presidente provinciale di FdI e deputato Andrea Pellicini; il consigliere provinciale e presidente del consiglio comunale di Gallarate Marco Colombo; il segretario provinciale di Forza Italia Simone Longhini; il consigliere comunale di Lombardia Ideale Franco Formato; il consigliere regionale di Lombardia Ideale Giacomo Cosentino; il sottosegretario regionale ed leader varesino di Noi Moderati Raffaele Cattaneo, il senatore Antonio Tomassini. C’erano tutti. Anche la Lega. Con un po’ di ritardo. Al Miv arrivano per un saluto il segretario cittadino Marco Bordonaro e il consigliere regionale Emanuele Monti.

La “cannellata” di Antonelli

Il sindaco di Busto Emanuele Antonelli parte piano e sul finire dell’intervento tira una “cannellata” a Forza Italia e a Noi Moderati e attacca il presidente della Provincia Marco Magrini. Partiamo dal ceffone agli alleati: «Siamo una coalizione e dico che bisogna essere anche coerenti. Ma quale senso di responsabilità? Il vero motivo sono i posti da occupare. Per questo non condivido la scelta dei nostri alleati che si staccano dalla coalizione per governare con il Pd in Provincia. Quando parlano di senso di responsabilità dicono balle».  E ancora: «Galimberti tranquillo, sono sindaco e da sindaco dico che anche a me, a Busto, mi attaccano per le buche delle strade. Con Galimberti sono d’accordo sulla delicatezza della situazione internazionale e sono rimasto male per quanto accaduto nella sala ovale americana». E infine: «Dicono che in FdI non ci sono persone competenti? Vengano qua in provincia di Varese e verranno smentiti».

Gli interventi

Andrea Pellicini, presidente provinciale di FdI: «Ho voluto fortemente Argentiero, un uomo che sa ascoltare e cha sa costruire. A Varese dobbiamo dare vita a una forte lista di partito. Alle ultime elezioni abbiamo costruito una buona lista, ma di emergenza. Oggi abbiamo due anni di lavoro davanti ed Enrico Argentiero ha le idee chiare».

Carlo Fidanza, europarlamentare: «Abbiamo difficoltà a vincere le sfide elettorali nei capoluoghi. In Lombardia non governiamo una città capoluogo e questo deve essere frutto di riflessione, mentre siamo molto radicati nelle città medie e piccole. Ma per governare una nazione bisogna prendere il governo nelle grandi città. E qui a Varese dobbiamo costruire una proposta forte, con il centrodestra unito, perché la coalizione resiste da 30 anni».

Simone Longhin di Forza Italia e Franco Formato di Lombardia Ideale hanno sottolineato l’importanza di mantenere unita la coalizione di centrodestra e hanno ribadito che i loro partiti di riferimento hanno radici in questa metà campo della politica italiana. «Siamo partiti differenti – ha spiegato Longhini – ma con Fratelli d’Italia abbiamo molti punti di contatto».

Davide Galimberti, sindaco di Varese ed esponente del PD, ha portato i saluti e fatto un intervento politico, quasi programmatico e trasversale. Ha ricordato l’importanza delal celebrazione dei congressi, ha citato Gianfranco Fini: «Bene ha fatto a ricordare in un’intervista che bisogna stare dalla parte dell’Ucraina» e «sui tagli che abbiamo avuto come enti locali – ha chiuso chiamando in causa Pellicini – mi auguro che i nostri rappresentanti a Roma lavorini per dare più risorse agli enti locali».

Francesa Caruso, assessore regionale: «Varese la conosco perché qui ho studiato e qui ho lavorato per far nascere Fratelli d’Italia su mandato di Ignazio Larussa, prima di spostarmi a Gallarate». E poi ha salutato il presidente cittadino: «Un militante che dopo qualche anno è tornato a casa e ha deciso di mettersi al servizio della città».

Romana Dell’Erba, consigliere regionale: « Varese protagonista. Oggi qui ci sono ben due europarlamentari e questo rende l’importanza di questo congresso. Senza togliere nulla a Busto e a Gallarate dove ci sono ambizioni per esprimere il sindaco, ma qui a Varese esistono davvero le condizioni per avere un candidato di Fratelli d’Italia». E dopo il braccio di ferro: «Abbiamo scelto un presidente di garanzia anche per chi nel partito vuole farsi ascoltare e vuole mettere a disposizione le proprie competenze. E anche il direttivo ha dato un segnale importante, ci sono giovani e donne». E soprattutto i membri eletti tengo conto, quasi alla pari, delle due anime.

fratelli varese argentiero – MALPENSA24
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