Il padre di Giulia Cecchettin al Liceo di Gallarate. «È sempre lei a darmi la forza»

Giulia cecchettin Gallarate femminicidio

GALLARATE – È sempre il ricordo di Giulia Cecchettin – la giovane uccisa due anni fa dall’ex fidanzato Filippo Turetta – a dare a suo padre, Gino Cecchetin, la forza di entrare nelle scuole e parlare di violenza di genere. Lo ha raccontato lui stesso questa mattina – martedì 11 marzo – agli alunni dei Licei del Viale dei Tigli di Gallarate. Un incontro intimo e toccante, che si è concluso con l’intitolazione di una magnolia alla vittima del più terribile femminicidio del 2023.

Un dolore indelebile

Una vita spezzata ad appena 22 anni, i sogni infranti di una giovane vicina alla laurea, ma anche la fragilità di una ragazza incappata in una relazione tossica. C’è questo e molto altro nelle parole di Gino Cecchettin. Un dolore indelebile, quello di un padre che si è visto strappare da un brutale assassinio quella figlia che «vedeva sempre il bello della vita anche quando era difficile». Ma un dolore che è necessario rievocare, tanto più davanti ai giovani, per far sì che quello che è successo non si ripeta più. «È la mia missione, l’ho promesso a Giulia», racconta. E, spesso, sono proprio i ragazzi a chiedere di poter affrontare l’argomento. «I giovani sono molto interessati al tema, e questo mi fa ben sperare per il futuro».

Magnolia e panchina rossa

È un «simbolo di resistenza» – specifica la dirigente scolastica Nicoletta Dainese – la magnolia intitolata a Giulia Cecchettin al termine dell’incontro. Insieme a questa, è stata svelata anche una panchina rossa, sinonimo di lotta per la consapevolezza, l’informazione e la prevenzione contro la violenza di genere e il femminicidio. Iniziative svolte dalla scuola in occasione della Giornata internazionale della donna.

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