BUSTO ARSIZIO – La pioggia caduta in settimane hanno inevitabilmente riacceso l’attenzione sui campi sportivi della zona di via Ca’ Bianca. Se l’Antoniana ha registrato l’ennesima emergenza, con il terreno principale del “Luigi Gualdoni” impraticabile e con gli adiacenti terreni d’allenamento coperti di pozzanghere a tal punto da attrarre papere e anatre, la Pro Patria ha certo dormito sonni tranquilli.
Sebbene il recente sintetico (non omologabile) abbia fatto tirare un sospiro di sollievo, permettendo ai tigrottini del vivaio di tornare ad allenarsi a casa, la situazione sul fronte biancoblù non si può certo ritenere normale, considerando che stiamo parlando dell’unico club professionistico della provincia di Varese. Senza considerare che ad oggi Busto Arsizio, vale a dire la quinta città della Lombardia, resta ancora priva di un campo a 11 in sintetico omologato.
Una macchia figlia purtroppo di un provincialismo cronico e di una politica con una mentalità troppo spesso da paese, al quale il nuovo corso societario dei bustocchi (la famosa Fiduciaria rappresentata dall’avvocatessa Zema) vorrebbe già dare una svolta: da voci di corridoio il manager di Olgiate Olona (nativo di Busto) Luca Bassi, co-head of the technology financial and business” di Bain Capital, nonchè ex consigliere dell’Atalanta dei Percassi, nei giorni scorsi avrebbe infatti avuto un incontro con esponenti di Palazzo Gilardoni per pianificare le prime mosse in biancoblù, una volta acquisito il pacchetto di maggioranza del club, attualmente al 51% nelle mani di Patrizia Testa.
Propositi: ora i fatti
Se il direttore generale dell’Antoniana, Giuseppe Abenante, dopo il nostro video sulle paperelle, ci ha subito invitato al “Luigi Gualdoni” per assicurarci che l’Amministrazione si era già attivata per provare a risolvere la situazione, o quantomeno a tamponare l’emergenza, lo stesso Assessore allo Sport Luca Folegani ci ha confermato di aver effettuato personalmente un sopralluogo con Agesp. Ma al di là dei buoni propositi delle parti, il problema campi – dalle parti di via ca’ Bianca – resta d’attualità, anche perchè i terreni d’allenamento – approntati al posto del parcheggio stadio con una convenzione su cui non ci proferiamo… – restano un tipico esempio di come a Busto le cose si facciano tardi e male.
Bando all’orizzonte: insieme si può
Anche se la zona di via Ca Bianca meriterebbe un progetto di più ampio respiro e da vera città (c’è chi aveva giustamente ipotizzato di eliminare la via che divide l’Antoniana dalla Pro Patria facendo un’unica Cittadella dello Sport, con più campi, parcheggi, tribunetta e bar), all’orizzonte si profila una possibilità concreta da non lasciarsi però sfuggire. Se Pro Patria e Antoniana, società da sempre amiche a livello di proprietà, dovessero unire le forze e gli intenti, la possibilità di partecipare ad un bando regionale per la realizzazione di un campo in sintetico potrebbe diventare qualcosa di più di una semplice opportunità. Busto, meglio tardi che mai, avrebbe finalmente il primo campo a 11 in sintetico omologato, dove sia l’Antoniana, sia le giovanili della Pro Patria potrebbero disputare regolarmente le gare di campionato, condividendone l’uso.
Busto SOS campi
Certo che una società pluricentenaria e dal blasone storico come la Pro Patria debba scendere… a patti, fa un po’ sorridere, ma in attesa che la nuova società (rappresentata dalla Fiduciaria) si insidi in via Ca’ Bianca esponendo i propri progetti di sviluppo, è meglio piuttosto che niente. Anche perché la situazione dei campi di via Ca’ Bianca – fra i due acquitrini davanti ad uno “Speroni” che non viene rizollato da anni, il campo principale dell’Antoniana che ormai non drena più, il terreno in terra e “l’imbarazzante” fossa dove ancor oggi si allenano alcune giovanili della Pro – è davvero drammatica.
Antoniana: pioggia a catinelle, in campo le paperelle. Il video
