BUSTO ARSIZIO – Eh sì caro Luigi, sono venuti tutti per te!
Chissà cosa avrebbe detto il buon “Luis”, “il Luigi”, bandiera indiscussa dell’Antoniana ma più in generale del calcio bustocco, nel vedere quanti dei suoi ragazzi sono accorsi per lui. Probabilmente, conoscendo bene il suo carattere riservato, Luigi Gualdoni non avrebbe detto niente: perché per lui avrebbero parlato come sempre i suoi occhi densi d’umanità, espressivi e distintivi di una persona perbene, di cui sentiamo la mancanza.
Per l’intitolazione del campo di via Ca’ Bianca a Luigi Gualdoni, società di cui Luigi è stato prima giocatore, poi dirigente quindi presidente onorario, c’erano davvero in tanti, di ogni generazione, a dimostrazione di chi semina educazione, rispetto e generosità, alla fine raccoglie sempre amore.
E Luigi che alle copertine e alle vetrine ha sempre preferito i fatti e i valori, facendo spesso un passo indietro per non rubare la scena agli altri, stavolta è stato – suo malgrado – il vero protagonista di giornata, con il Sindaco Emanuele Antonelli e l’Assessore allo Sport in carica Luca Folegani e l’ex Assessore Maurizio Artusa a celebrare il momento, reso ancor più “sacro” dalla presenza di Padre Illuminato Colombo.
Una giornata organizzata con grande partecipazione e sentimento dalla società del presidente Francesco Cosentino (un messaggio emozionante) e dal direttore generale Giuseppe Abenante, capaci di rendere possibile una reunion giallorossa d’altri tempi. Come in quel 22 novembre del 1970 quando la madrina d’eccezione, la sig.ra Grampa, figlia del comm. Aspesi, tagliò il fatidico nastro alla presenza del sindaco Castiglioni e dell’allora presidente Avanzini.
Sulla chat “Glorie dell’Antoniana” – creata per l’occasione da Massimo, figlio di Luigi (presente anche la figlia Cristina) – è stato un susseguirsi di ricordi, emozioni, foto, aneddoti, saluti, amarcord, scambi di contatti, propositi e chi ne ha più ne metta
Insomma Luigi, da lassù, ha saputo fare anche questo piccolo grande miracolo, riunendo per un giorno quei vecchi compagni di squadra d’un tempo, quei compagni di allenamento, quei compagni di tante battaglie in campo, quei compagni di spogliatoio sempre pronti a combinarne una più di Bertoldo. Tutti, nessuno escluso, presidenti, dirigenti, allenatori compresi.
Si dice spesso: “Quegli anni spensierati e divertenti non torneranno più”. Purtroppo è davvero così, ma per Luigi c’è anche chi, dopo la partita di campionato fra l’Antoniana e il Tradate, si è rimesso gli scarpini ai piedi ed è sceso pure in campo – sulle note della Champions – nelle file delle “Vecchie Glorie” (rossi vs gialli): chi sovrappeso, chi coi capelli grigi, chi proprio senza, chi con la pancetta, chi con la schiena precaria, chi col ginocchio ballerino. Non importava come, importava per chi.
E a fine partita, fra abbracci e saluti, tutti con le gambe sotto il tavolo a ricordare “gli anni dell’Antoniana” con un brindisi doveroso alla memoria del grande Luigi Gualdoni e di chi non c’è più, come Gipo Calloni.
Il vento accarezza le bandiere, arriva un brivido che ti trascina via, e sciogli in un abbraccio la follia: notti magiche…
L’Antoniana e il calcio bustocco in lutto: se ne va Luigi Gualdoni


















