Tari a Cassano, fermo auto per i morosi. Lega: «Arretrati chiesti anche ai morti?»

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CASSANO MAGNAGO – «Fermo amministrativo delle auto per il mancato pagamento della Tari». È la Lega di Cassano Magnago ad avvisare di «non prendere sottogamba» il sollecito di pagamento che, dicono, negli ultimi giorni è stato lasciato nelle cassette della posta a coloro che negli anni scorsi non hanno pagato la tassa sui rifiuti. «I cittadini morosi non sono stati informati di questo metodo», scrive il Carroccio, augurandosi che «siano state prese tutte le precauzioni del caso» dalla società di recupero crediti. «Potrebbe anche essere successo che, nel frattempo, alcuni utenti siano deceduti. Quindi potrebbe essere impossibilitato il recupero del credito che, nel frattempo, è diventato debito per la società».

L’avviso

La Lega cassanese, attraverso una nota pubblica, «vuole informare i residenti in merito al fatto che stanno arrivando nelle cassette della posta di coloro che non hanno pagato la Tari negli anni scorsi dei solleciti di pagamento». Con all’interno una comunicazione. Questa:

Avvertenza: si ricorda che chiunque circola con un veicolo sottoposto al fermo amministrativo è soggetto alla sanzione amministrativa di cui all’art. 214 del d.lgs 285 del 30/04/1992, al ritiro della carta di circolazione ovvero del certificato di idoneità tecnica, ed al sequestro del mezzo con ricovero in apposito luogo di custodia. La compagnia assicuratrice, inoltre, ha facoltà di esercitare il diritto di rivalsa sull’assicurato in caso di sinistro

I dubbi della Lega

Un fatto che «non deve essere preso sottogamba», prosegue il Carroccio. «I cittadini morosi non sono stati preventivamente informati di ciò. Ma neppure i consiglieri comunali sapevano di questo “metodo” adottato per recuperare le somme non pagate da alcuni cittadini o attività economiche». L’auspicio è che «siano state prese tutte le precauzioni del caso, in quanto si potrebbero verificare problemi di mancata consegna dei plichi postali; in alcuni casi, le persone potrebbero non essere più residenti in città; oppure alcune attività economiche potrebbero essere chiuse per cessata attività». Non solo: «Potrebbe anche essere successo che, nel frattempo, alcuni utenti Tari siano deceduti e, quindi, potrebbe essere impossibilitato il recupero del credito, che nel frattempo, è diventato debito per la società». Insomma, «ci domandiamo se la società incaricata per il recupero dei crediti abbia svolto una verifica con l’anagrafe comunale circa l’esistenza in vita delle persone fisiche. E alla Camera di Commercio per verificare che l’attività economica non sia cessata».

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