BUSTO ARSIZIO – Prima vittoria per il Comitato Salute Elettromagnetica: l’assemblea condominiale del palazzo di piazza Volontari della Libertà, di fronte alla stazione FS, ha bocciato quasi all’unanimità la proposta di installazione di due antenne 5G sul tetto dell’edificio, che si trova a meno di 100 metri dalle scuole Tommaseo. «La vittoria è frutto di una campagna informativa del CSE, che ha distribuito volantini e informato i cittadini sui modi per bloccare un’installazione» esulta Michele Di Fiore, portavoce del comitato nato dopo il caso di via Catullo, dove un impianto di telecomunicazioni è sorto nel cuore del quartiere residenziale di Sant’Edoardo.
L’assemblea condominiale

«Le antenne 5G sul tetto del condominio in piazza Volontari della Libertà non si faranno». Ad annunciarlo è il Comitato Salute Elettromagnetica di Busto Arsizio, che ieri sera, 17 marzo, ha partecipato con il suo portavoce Michele Di Fiore all’assemblea condominiale, dove «una iniziale maggioranza favorevole si è trasformata in un rifiuto quasi unanime dopo l’intervento del CSE». Di Fiore ha illustrato «le incertezze scientifiche sull’esposizione alle onde elettromagnetiche di lungo periodo e il principio di precauzione della Comunità Europea soprattutto in prossimità delle cosiddette “Isole Orange”, aree sensibili come scuole, asili e ospedali». A meno di 100 metri dal condominio sorge infatti la storica scuola Tommaseo: è stato «un aspetto determinante nella decisione – sostiene il comitato – sarebbe stata esposta a un’irradiazione elettromagnetica completamente evitabile, dato che i servizi per la scuola possono essere forniti tramite la fibra ottica già presente in tutta la città».
La “morale della favola”
«I cittadini hanno capito che possono fermare le installazioni attraverso le assemblee condominiali – ha dichiarato Di Fiore – le istituzioni hanno le mani legate, ma noi possiamo agire informando i residenti». Ora il CSE ha ottenuto un impegno per un incontro dal vicesindaco Luca Folegani sul Piano Antenne che regolamenterà le future installazioni. «Non siamo contro la tecnologia, ma contro l’assenza di regole che oggi agevolano solo le compagnie di telecomunicazione – chiosa il portavoce – questa è solo una battaglia vinta, ma l’impegno del CSE per aumentare la consapevolezza sui potenziali effetti delle onde elettromagnetiche continua. È fondamentale promuovere una riflessione seria su come gestire queste tecnologie nel rispetto della tranquillità e della salute dei cittadini».
Busto, nuova mobilitazione “No 5G”: «Antenne a 100 metri dalle scuole Tommaseo»
