SANREMO – Dopo la vittoria di due anni fa e il lead-out per Philipsen della scorsa edizione, Mathieu Van der Poel conquista per la seconda volta in carriera la Milano-Sanremo precedendo sul traguardo di via Roma due rivali sensazionali: 2° Filippo Ganna (Ineos) e 3° Tadej Pogacar (UAE). La super-giornata dell’Alpecin Deceuninck si completa con Kaden Groves 5° dietro a Michael Matthews (Jayco AlUla) che ha regolato un gruppetto inseguitore nel quale Matteo Trentin (Tudor) porta a casa un bel 9° posto.
LA CRONACA
Una Classicissima divisa in due parti, col passo del Turchino a fare da spartiacque tra il freddo lombardo-piemontese e le schiarite sulla riviera dei Fiori, tra mantelline prima e maglie normali poi. All’avvio da Pavia, in vista della Certosa, sono soprattutto maglie italiane e francesi, o ancora meglio lucane e bretoni, a scattare: al momento del definitivo ricongiungimento al km 36 gli otto battistrada di giornata sono Baptiste Veistroffer (Lotto) i due principali animatori Mathis Le Berre e Alessandro Verre (Arkea B&B) il “nipote d’arte” Filippo Turconi e Martin Marcellusi (VF Bardiani Csf Faizanè) Kristian Sbaragli, lo scozzese Mark Stewart e Tommaso Nencini (Solution Tech Vini Fantini) che garantiscono la superiorità numerica alla Professional diretta da Serge Parsani. Una fuga nella quale è presente il più giovane atleta in gara, il non ancora ventenne Turconi (felicissimo zio Stefano Zanini nell’ammiraglia di un altro team, l’Astana) mentre il più anziano ha festeggiato proprio oggi in gara i 40 anni, Jakob Fuglsang. A tal proposito, Israel Premier Tech e Lotto hanno corso con sei effettivi anziché sette in virtù dei forfait “di salute” dell’ultim’ora di Simon Clarke e Cedric Beullens.
Il gruppo tiene sotto controllo la situazione, facendo oscillare il proprio ritardo tra i tre e i quattro minuti. La UAE resta silente facendo svolgere il lavoro ad Alpecin Deceuninck, Lidl Trek, con un immenso Silvan Dillier e Jacopo Mosca sugli scudi. Per dimezzare il distacco a una decina di chilometri dai tre Capi ci vuole l’azione della Ineos, con Geraint Thomas gregario extra-lusso di Ganna, all’attacco del Mele inizia finalmente il lavoro del team emiratino, in uscita dal Berta l’attaccante solitario Marcellusi ha 1’20” di margine residuo e all’inizio della Cipressa viene ripreso. Ed ecco venire allo scoperto gli attesissimi uomini di Pogacar: Vegard Stake Laengen lo riporta su, Tim Wellens fa da rompighiaccio, Jhonatan Narvaez fa da trampolino e poco dopo metà scalata (24,5 km all’arrivo) il Campione del mondo imprime la sua sfiammata.
Solo due uomini riescono a stargli dietro: Filippo Ganna e Mathieu Van der Poel, che legittimano il differente ma grande lavoro delle rispettive squadre. Battuto il record di scalata sotto i nove minuti e procedendo con cambi regolari tra discesa e pianura, il fantastico trio tra discesa e pianura rifila quasi un minuto a un gruppo di una trentina d’inseguitori. Lo spettacolo è qui: sul Poggio il fenomeno sloveno ci prova a più riprese, forse troppe, col risultato di togliere di mezzo Ganna ma non Van der Poel. Nella picchiata verso via Roma sembra profilarsi un duello Tadej-Mathieu ma all’ultimo chilometro SuperPippo rinviene. Ai -500 metri VDP è davanti e, stufo di continuare a guardare gli altri due alle proprie spalle, lancia lo sprint e lo vince d’autorità.
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
