Milano Sanremo, l’analisi di Claudio Ghisalberti di una corsa stupenda

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Filippo Ganna grande protagonista della Milano Sanremo 2025

di Claudio Ghisalberti

Un Van der Poel stratosferico ha vinto una Milano-Sanremo stupenda. Una delle più belle edizioni della storia recente della Classicissima. Per l’olandese, campione del mondo 2023, è la settima classica monumento. Alle sue spalle, in volata un Ganna commovente. Pippo, ha corso alla Moser, indomito, coraggioso, invitto. Ha commesso un solo errore, fatale, in volata. Un errore forse figlio della mancanza di abitudine a lottare per la vittoria. Quando Vdp va sulla sinistra per lanciare la volata lui resta a destra, perde un paio di metri e la possibilità della scia. La rimonta diventa impossibile. Per il gigante della Ineos, autore anche di una fantastica discesa dal Poggio, coadiuvato dalla sua Dogma F perfetta,  quella di oggi è la più bella prestazione in carriera e gli apre prospettive nuove. Da stasera, più di prima, Pippo sa che qui può vincere. E sa che anche la Roubaix è alla sua portata. 

Oggi, intanto, il terzo gradino del podio è di Tadej Pogacar, il grande favorito della vigilia, che con la sua tattica ha marchiato la corsa. Però l’iridato, e la sua Uae, escono sconfitti. E questa delusione è una batosta, non solo un’occasione sfuggita, una corsa andata male. Lo scorso anno, subito dopo il terzo posto, disse che se quest’anno fosse arrivato secondo sarebbe impazzito dalla rabbia. Così, forse, è salvo. Resta il fatto che, a oggi, di Eddy Merckx ce n’è uno solo.

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Claudio Ghisalberti

L’idea del team di Gianetti e Matxin era quella di scardinare la corsa sulla Cipressa da sbriciolare con un tempo sotto i 9 minuti per permettere a Tadej un volo trionfale. Una replica del Mondiale, più o meno. Ma tutto doveva funzionare alla perfezione per centrare l’obiettivo. Invece, nell’avvicinamento alla Cipressa si capisce che qualcosa non funziona. Langen tira ma dura poco, Novak è in fondo al gruppo. Entra in azione Wellens, l’uomo designato per il Poggio, però la tattica ormai è saltata. Per lo spettacolo è un bene,  diventa una battaglia uomo a uomo. Narvaez è l’unico compagno in grado di dargli una mano e lo fa in modo superlativo: prima riporta il capitano in testa al gruppo, poi forza il ritmo, lancia lo sloveno. Ma Ganna e Van der Poel non si lasciano sorprendere. Tadej affonda il colpo un paio di volte, Pippo soffre, si stacca leggermente e rientra. Il cronometro in cima a Costa Rainera, dove i tre passano assieme, dà un verdetto impressionante: 8’55” (tempo ufficioso, qualcuno parla di un crono ancora inferiore) per coprire i 4,1 km al 5,6%. Polverizzato il record precedente  di Colombo, 9’19” nel 1996. Pantani, 9’28” nel 1999, neanche da contare. Pogacar nel 2023 era salito in 9’50”, lo scorso anno in 9’35”. Un miglioramento di 30 secondi in un anno, e di un minuto in due stagioni, per un corridore che era già al vertice del mondo. Fantascienza. Certo, poi si dirà che le gomme sono più scorrevoli, le ruote aero, i telai hanno altri vantaggi e l’alimentazione fa progressi, gli asfalti sono più scorrevoli… è quello che molti chiamano “nuovo ciclismo”. Resta il fatto che si assiste a progressi impensabili in altri sport di endurance dove i progressi si misura in decimi, se non centesimi, di secondo. A proposito di alimentazione: non molto tempo fa in un’intervista Van Der Poel ha dichiarato che la sua dieta prevede ketchup, patatine fritte, pasta, prosciutto, formaggio e tanto sale. Se sia davvero così o meno non si sa. Gli atleti hanno il diritto di affermare quello che vogliono, noi siamo liberi di credergli o meno. Del resto non ci si può credere solo a fasi alterne e secondo convenienza. Però a occhio e croce per questa dieta non servono grandi scienziati e non evidenzia grandi progressi dal punto di vista alimentare. 

Sul Poggio affrontato a scatti dal primo metro e con già un buon accumulo di acido lattico, invece, la velocità non è stata da record. Pogacar e Vdp sono saliti in 5’53”, Ganna qualche secondo dietro. Record sempre di VdP 5’38” nel 2023, anno del primo trionfo. 

E se i tempi tra i tre protagonisti sono simili, il ragionamento merita una distinzione. Vdp e Ganna sono corridori da classiche, focalizzano il loro picco di prestazione su pochi giorni. Lo sloveno, viceversa, ha una stagione lunghissima, partita da Uae Tour per finire al Mondiale passando, oltre che per la Sanremo, attraverso Fiandre (forse la Roubaix, dopo questa scoppola valuterà) Amstel, Freccia, Liegi, Roubaix, Delfinato, Tour, Vuelta e Lombardia, solo per citare gli appuntamenti clou. E ogni volta che attacca il numero sulla schiena Pogacar è lì per vincere, quasi sempre centra l’obiettivo. 

Van der Poel vince la Sanremo, splendido finale con Ganna secondo e Pogacar terzo

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