SARONNO – «Lasciateci provare». Inizia così la campagna elettorale di Rienzo Azzi candidato sindaco in quota Forza Italia. Con lui c’è tutto il centrodestra, e ci sono anche l’altra papabile Mariassunta Miglino e l’ultimo sindaco di centrodestra Alessandro Fagioli. Toni moderati e istituzionali per il front runner, più aggressivi per i partiti, che non mancano di mettere in evidenza le divisioni del centrosinistra. L’obiettivo è tornare a governare. Ma «potrò fare un solo mandato – annuncia Azzi – tra cinque anni avrò 73 anni, giusto farsi da parte, mi sembra corretto dirlo».
L’intervista
«Le prime reazioni? Gli amici mi hanno chiesto: “Ma chi te lo fa fare?”». Ha messo d’accordo i partiti del centrodestra dopo una complessa trattativa sui nomi, e ora si presenterà senza liste d’appoggio Rienzo Azzi, già consigliere regionale con il PdL nell’ultimo mandato di Roberto Formigoni e prima ancora assessore in Provincia di Varese e in Comune a Saronno con Forza Italia. «Da parte nostra niente astuzie elettorali – promette – è molto più facile prendere voti con 15 liste di appoggio ma noi vogliamo dare un’immagine di assoluta serietà e chiedere il voto su questo, lasciateci provare». Rivendica l’appoggio dei partiti: «Partiti, non liste, con una filiera chiara, dal locale al nazionale – spiega Azzi – è importante per invertire quello che è successo in questi anni a Saronno. L’esempio è la caserma della Polizia, forse noi sappiamo come fare per ottenerla. Se non si parla lo stesso linguaggio a livello nazionale a volte non ci si capisce».
Sul percorso che ha portato alla sua candidatura minimizza la portata dello scontro di queste settimane: «Litigi sui nomi e veti non ce ne sono mai stati – assicura Azzi – e non ci sono stati personalismi, li detesto, non sarei qui. Pensate che per la prima volta sono stato candidato da Cassani, che poi ha fatto il nome di Miglino. Mai visto che la Lega tira fuori i candidati di Forza Italia». Sul programma il candidato del centrodestra non si sbilancia più di tanto, ma insiste sulla «visione di città» più che sugli slogan: «Noi ne abbiamo un’altra, non totalmente opposta ma che intende tenere buone le tante cose fatte ma per interpretandole in maniera diversa». Al suo predecessore concede l’onore delle armi: «Non è assolutamente facile dare alla città cinque anni di tempo, intelligenza, arrabbiature, non vivere la vita con la libertà che si avrebbe senza questo incarico. Chi lo ha fatto prima di me è comunque meritevole, anche i sindaci di centrosinistra». E su quello che farà se sarà eletto sindaco è subito chiarissimo: «Non ci penso neanche ad abbandonare la professione – fa sapere Azzi – basta vedere come ho lavorato in consiglio regionale, molto più di consiglieri che lo facevano a tempo pieno. È un errore mortale per chi fa politica lasciare il lavoro che ti dà indipendenza economica. Serve il cervello, non il culo – detto “alla Maroni”, inteso come parte del corpo che sta sulla sedia – il cervello funziona 24 ore su 24».
Miglino e Fagioli presenti

Il primo ringraziamento di Azzi va a Mariassunta Miglino, che è in prima fila e che «ha permesso che facessi il candidato sindaco – parole di Azzi – se solo ci fosse stata la lista Miglino la mia candidatura decadeva, invece abbiamo parlato, ragionato e deciso di fare un percorso insieme». A dare la sua “benedizione”, e un ideale passaggio di consegne, arriva l’ultimo sindaco (e candidato sindaco) del centrodestra Alessandro Fagioli, con cui Azzi ha condiviso l’esperienza nella giunta provinciale di Marco Reguzzoni: «C’è molto da ricostruire in città dopo questi cinque anni di centrosinistra, e i problemi li abbiamo elencati tutti dopo le dimissioni – ricorda l’ex sindaco leghista – di tutti i nomi usciti in queste settimane Rienzo a mio avviso è quello che riesce a catalizzare maggior consenso tra i gruppi politici e la società civile».
I partiti sulle barricate
I toni di Rienzo Azzi sono moderati e istituzionali, più barricaderi quelli dei partiti. «Siamo insieme per vincere perché questa città è conciata, insicura, ridotta malissimo – sostiene il segretario cittadino della Lega Angelo Veronesi – ci vorrà tempo, pazienza e tanta costanza. Il centrosinistra è spaccato, noi uniti dobbiamo vincere». Gianpietro Guaglianone, presidente di circolo di Fratelli d’Italia, sottolinea «la distanza siderale tra la tetra amministrazione uscente e i bisogni dei saronnesi» e assicura: «Saremo dalla parte dei saronnesi, saranno partecipi delle scelte per cambiare la città». E Giuseppe Anselmo, commissario di Forza Italia, fa notare che «c’è un certo degrado diffuso ed è il momento di intervenire». Per gli azzurri Rienzo Azzi è la persona giusta per farlo: «È un politico vero, non solo per il percorso fatto ma perché è una persona che ha una visione, che programma e pensa alla città non nei prossimi cinque anni ma decenni». E per Forza Italia si presenta anche il segretario provinciale Simone Longhini, che ringrazia tra l’altro anche Miglino per «il contributo dato a questa soluzione, dimostrandosi donna di partito e di mettere prima l’interesse del partito, della coalizione e della città rispetto alle legittime ambizioni».
A Saronno corre Rienzo Azzi: è il candidato sindaco del centrodestra unito
