BUSTO ARSIZIO – Quanto vale ancora il pesce d’aprile? A seconda delle prospettive, una simpatica tradizione che tiene botta, nonostante tutto. Nonostante il mare magnum della rete, delle bufale, delle cosiddette fake news che ogni giorno infestano i siti di tutto il mondo. Per dirla in un altro modo, è sempre il primo giorno d’aprile ma senza le sue “amenità ittiche”. Questo è un problema a discapito della verità, a tutti i livelli, per tutte le opportunità. Anche le più importanti, di interesse collettivo e generatrici d’ansie. Così che la verità sia sempre in bilico tra la finzione e il verosimile. E tutto sia vero e niente più lo sia. Al punto che un sindaco che, proprio oggi, posta su Facebook come durante i lavori per una rotatoria siano stati trovati reperti romani venga preso sul serio. E a chi gli telefona per averne contezza rimanda a un numero di una improbabile soprintendenza: una pescheria di Milano. Divertente, non c’è dubbio.
Un po’ meno rasserenante il “pesce” di una nota gioielleria di Busto Arsizio, la Dino Ceccuzzi di piazza San Giovanni, che ha messo in rete l’assalto dei ladri per ripulire nottetempo il negozio di tutti gli oggetti preziosi lì esposti. “I danni sono ingenti già a prima vista” avverte l’ineffabile autore (autrice) del messaggio, che pubblica anche le foto delle vetrine vuote e messe a soqquadro. All’apparenza, niente di più autentico.
Invece, notizia falsissima, però presa per buona da mezza Busto Arsizio, proprio per la notorietà del nome Ceccuzzi. Soprattutto per la percezione della sicurezza che, di questi tempi, anche a Busto è sotto i piedi, tra reiterati furti nelle abitazioni e scorribande di sbandati nel centro storico. Come pensare che fosse uno scherzo? Tanto più che alle richieste di una conferma, anche ai giornalisti che telefonavano in negozio veniva ribadito: “Sono in corso accertamenti, non possiamo dire nulla, chiamate più tardi”. Il cattivo gusto trionfa. E forse anche qualcosa di più, dato che prima di scoprire come stavano le cose la notizia ha fatto il giro della città attraverso i social, suscitando allarmismo e apprensione per l’ennesimo evento deliquenziale ai danni di un negozio. Proprio sicuri che sia stato un “pesce” intelligente, capace di muovere al sorriso?

