Bulgheroni ai tifosi: “Capisco Scola, ci sono passato anch’io. Ora però stiamo insieme”

Toto Bulgheroni Pallacanestro Varese

VARESE – Toto Bulgheroni il giorno dopo. Il giorno dopo la sconfitta e gli insulti a Luis Scola. Il presidente della Pallacanestro Varese cerca di essere ottimista malgrado tutto e fa un appello ai tifosi, anzi a quella che definisce “la maggioranza silenziosa dei tifosi”. “Non è momento di fare i bilanci, stringiamoci tutti assieme e cerchiamo di portare a casa un’annata storta”. E sugli insulti a Scola. “Lo capisco, ci sono passato anch’io: dobbiamo rimanere uniti”.

Presidente Bulgheroni, la sconfitta contro Cremona è dura da digerire

Certo. Ma non è questo il momento di fare i bilanci. I bilanci si fanno alla fine. Adesso dobbiamo stringerci tutti insieme per portare a casa una annata storta.

La sconfitta e la contestazione a Scola. Di una minoranza rumorosa di tifosi, va detto

Sì una minoranza. Secondo me il compito della maggioranza silenziosa dei tifosi è proprio quello di isolare questa frangia. Luis Scola sta facendo un lavoro incredibile: ci sono quasi 600 ragazzi del settore giovanile, le loro famiglie. Abbiamo una responsabilità. E deve essere quella di isolare quelli che, dietro al paravento del tifo, nascondono cattiveria, violenza e situazioni poco chiare che infangano tutti i tifosi e l’intera città. Questa è la verità. La Pallacanestro Varese ha una storia che non va infangata da personaggi la cui violenza fisica e verbale fa paura.

Ci racconta cosa è successo in tribuna?

Dietro di noi ci sono alcune persone che rivolgono solo critiche cattive e offese alla squadra e all’allenatore dal primo all’ultimo minuto. E’ difficile rimanere calmi soprattutto in un momento di preoccupazione come questo. Anch’io in passato sono sbottato con loro.

Luis Scola ha sbagliato a reagire?

La sua reazione non è stata corretta, certo, ma è umana. Posso capirlo. Magari ha sbagliato, ma è difficile rimanere indifferenti di fronte a critiche cattive e insultanti dal primo all’ultimo minuto.

Scola si è sentito toccato sul vivo dopo le lacrime del figlio Tomas

Certo, si è sentito toccato su quello che ha di più caro. La sua famiglia, i figli e la moglie. Lo capisco. Purtroppo ci sono passato anch’io.

Quando?

Nel 1992, quando purtroppo retrocedemmo per la prima volta in A-2.

Partita contro la Reyer Venezia, quando Eddie Lee Wilkins fece un disastro ai tiri liberi

Esatto. Vendemmo Rusconi, comprammo Theus e Wilkins. La squadra più costosa di sempre. Eppure retrocedemmo perché Wilkins, ex giocatore Nba ai Knicks, sbagliò 11 tiri liberi. Io fui insultato pesantemente. Poi abbiamo sudato, abbiamo faticato, siamo risaliti in serie A-1 e abbiamo gettato le basi per vincere lo scudetto della stella.

Viene da chiedersi. A un imprenditore chi glielo fa fare?

Me lo sono chiesto anch’io mille volte. Chi me lo fa fare di essere insultato davanti alla famiglia e ai miei cari per una squadra di pallacanestro?

E quale fu la sua risposta?

La Pallacanestro Varese è e rimane il simbolo dei tifosi per bene. Io ho sempre lavorato per questo. E’ stato una dei capisaldi della mia vita, insieme all’azienda, alla famiglia e agli amici. Siamo ancora qua. I fatti mi hanno dato ragione.

Prendiamola da lontano. Suo papà Edoardo si dimise dopo l’affaire Tony Gennari. Lei ha attraversato la burrasca di una contestazione pesante per la retrocessione e la vendita di Rusconi. I suoi figli Tony e Edo hanno avuto ruoli importanti in Pallacanestro Varese. Che consiglio si sentirebbe di dare all’uomo e al dirigente Luis Scola?

Ieri ho rivissuto insieme a lui un dramma personale ancor prima che sportivo. Non voglio dargli consigli, ma essergli vicino. Il tempo è galantuomo e sono sicuro che il tempo lo ripagherà delle amarezze del momento. Tutti noi dobbiamo essere molto vicini a Scola. Tutta la gente perbene, ed è tanta, deve essergli vicino.

Davvero la Pallacanestro Varese può perdere Luis Scola?

Guardi, io dico che la Pallacanestro Varese non può permettersi di perdere una persona come Luis Scola, che ha scelto la nostra città per vivere la sua seconda vita. Ha fatto una scelta imprenditoriale che si inserisce nel solco di una tradizione sportiva importante, unica in Italia e tra le più prestigiose in Europa. Mi fa male pensare che Luis sia stato toccato da insulti e che ne abbia sofferto la sua famiglia.

Ciò non toglie che quest’anno ci siano stati tanti errori

Lo sa anche Luis e lo ha ammesso. Sono stati fatti tanti errori, ma i bilanci si fanno alla fine. In questo momento Scola sta soffrendo, dobbiamo fargli sentire l’affetto di tanta gente perbene.

La Openjobmetis si salverà?

Io sono un imprenditore e un imprenditore deve essere sempre ottimista. Dico che alla fine ci salveremo. Per farlo dobbiamo stare assieme. Capisco la delusione, ma tutti dobbiamo stare vicini alla squadra e alla società. Con gli insulti non si salva nessuno. Non si salva la squadra, non si salva la società.

“Fischiate me? Sentirete il tenore”. Scola può davvero lasciare Varese

Toto Bulgheroni Pallacanestro Varese – MALPENSA24