BUSTO ARSIZIO – C’era anche Massimo Boldi tra i clienti del ristorante uruguayano “El Parrillero” evacuato per l’incendio del tetto ieri, domenica 5 aprile, all’ora di pranzo. «È un nostro cliente abituale, era qui con la famiglia – rivela il titolare del locale di via Ponchielli, Gerardo Pappacena – lo abbiamo fatto accomodare in un altro ristorante per finire di pranzare e poi è tornato a verificare le condizioni del nostro locale. E ha voluto farsi fare una foto con le squadre dei Vigili del Fuoco». Quasi una rimpatriata, a quarant’anni esatti dal celebre film “I pompieri” in cui il mitico “Cipollino” era tra i protagonisti.
L’evacuazione e il ritorno
Massimo Boldi è uno dei Vip che sono diventati degli “habitué” del ristorante uruguayano, aperto da dieci mesi nella villa di via Ponchielli all’angolo con via Sardegna che in passato aveva già ospitato altre attività nel campo della ristorazione. Dopo l’evacuazione, il titolare del locale lo ha immediatamente “ricollocato” in un altro ristorante della zona gestito da un suo cugino, poi però Boldi a fine pranzo ha voluto tornare in via Ponchielli per capire com’era la situazione dopo il rogo che ha distrutto completamente il tetto. «È stato molto carino – sottolinea Gerardo Pappacena – significa che nutre affetto vero per il nostro ristorante. E poi ha fatto quella foto con i Vigili del Fuoco che a tutti ha ricordato il film “I Pompieri”. Ha saputo strapparci una risata anche dopo una giornata difficilissima».
Amarcord “I Pompieri”

Il luinese Boldi, 80 anni a luglio, è stato tra i personaggi principali delle due pellicole comiche firmate da Neri Parenti e Giorgio Capitani, nel 1985 e nel 1987, al fianco di Paolo Villaggio, Lino Banfi e Christian De Sica, che poi diventò la sua spalla di una lunghissima serie di cinepanettoni. Interpretava il ruolo di Max Pirovano, sgangherato inviato di una TV locale che seguiva le operazioni della squadra dei “Pompieri” guidata da Gigi Sammarchi di Gigi&Andrea e che nel sequel diventa egli stesso un vigile del fuoco.
«Pronti a ripartire»
Non è ancora chiaro come si sia sviluppato l’incendio al tetto, che ha costretto ad evacuare “El Parrillero” mentre i clienti, una cinquantina in tutto, stavano pranzando. «Sappiamo solo che i Vigili del Fuoco hanno escluso il dolo – fa sapere il titolare del locale – sicuramente il forte vento ha contribuito ad alimentare le fiamme». Un duro colpo per il ristorante uruguayano, aperto da neanche un anno: «Fermarci ci fa male, ma vogliamo ripartire al più presto» assicura Gerardo Pappacena, che questa mattina, 7 aprile, era già sul posto con il perito e un’azienda di bonifica per pianificare i lavori di ristrutturazione e programmare la riapertura. Ma ci vorrà circa un mese.
Incendio in via Ponchielli a Busto: brucia il tetto del ristorante uruguaiano
