LEGNANO – In quattro anni la struttura di Ematologia dell’ospedale di Legnano, nei nuovi spazi a disposizione ha compiuto 80 procedure di trapianti autologi (cioè dove donatore e ricevente sono la stessa persona) di cellule staminali, per curare pazienti affetti da diverse patologie tumorali. L’ultimo di questi trapianti è stato effettuato appena pochi giorni fa.
«Ricordo ancora il primo trapianto – racconta oggi, martedì 8 aprile, il dottor Alessandro Corso, direttore della Struttura complessa di Ematologia (nella foto in alto con il team del “Programma trapianti”) – Era il 13 gennaio 2021: eravamo in piena emergenza “Covid”. Da allora abbiamo eseguito un totale di 80 trapianti che hanno richiesto 109 procedure di staminoaferesi, la raccolta di cellule staminali del paziente che poi vengono reinfuse al momento del trapianto». Tale procedura viene utilizzata per curare diverse patologie, fra cui linfomi, mieloma multiplo e alcuni tumori solidi.
Pazienti seguiti per tutto il decorso
Come spiega la dottoressa Viviana Beatrice Valli, responsabile del Programma trapianti, «il percorso del paziente che va incontro al trapianto autologo inizia dalla sala diagnosi, dove avviene la prima valutazione in base all’idoneità e alla patologia. A seguito di diverse altre visite specifiche, il trapianto viene eseguito in una delle stanze appositamente attrezzate del nostro reparto in assoluto isolamento. Il paziente viene poi seguito durante tutto il decorso, in stretta collaborazione fra ematologi, altri specialisti medici e il personale infermieristico». Un sistema di telemetria e videocontrollo collegato alle postazioni mediche e infermieristiche del reparto permette un attento e costante monitoraggio del paziente e dei suoi parametri vitali; una delle stanze dove vengono eseguiti i trapianti è attrezzata anche per interventi su persone sottoposte a dialisi.
Per il direttore sanitario dell’Asst Ovest Milanese Valentino Lembo «queste prestazioni confermano l’alto livello di specializzazione e di personalizzazione delle cure che l’ospedale di Legnano ha conseguito in questi anni. Stiamo lavorando per mettere a disposizione dei nostri professionisti spazi e strumenti adeguati per poter intervenire in totale sicurezza anche nei più delicati percorsi di cura e assistenza dei pazienti».
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