LEGNANO – Finirà all’asta giudiziaria a meno della metà del valore iniziale il terreno tra viale Sabotino e via Menotti a Legnano (nella foto) dove il Pgt ha previsto un centro commerciale di 4.000 mq di superficie. La vendita avverrà la prossima estate e servirà a ripianare i debiti contratti e mai pagati dalla società Legnano Patrimonio srl, interamente posseduta dal Comune e costituita nel lontano 2008 durante l’amministrazione Vitali nell’ambito di una operazione di “finanza creativa”, allora in voga, che avrebbe dovuto risolvere i problemi di bilancio del Comune, ma che ha finito per mettere sul suo conto ulteriori debiti.
Passata di amministrazione in amministrazione senza che nessuna vi ponesse mano, la questione approderà ora all’asta giudiziaria fissata il 3 luglio dopo che il prezzo base del terreno si è drasticamente ridotto. La perizia giudiziaria del 5 dicembre 2023 aveva stimato un valore d’asta di 2.350.000 euro; tuttavia, in seguito alla mancata partecipazione di possibili acquirenti, il prezzo di vendita è via via sceso fino agli attuali 960.000, ovvero il 60% in meno di quello iniziale. Appare quindi probabile che questa volta la vendita si concluda.
Brumana: «Occasione per Amga»
Come osserva il consigliere comunale di minoranza Franco Brumana, «Amga è proprietaria di 8.730 metri quadri di un terreno circondato da quello comunale, che è di 16.073 mq. Entrambi questi terreni, oltre a un piccolo appezzamento di 330 mq di proprietà di alcuni privati, fanno parte dell’ambito attuativo At3 del nuovo Pgt per il quale dovrà essere presentato un unico piano. Amga quindi avrebbe convenienza ad acquistare all’asta il terreno del Comune per poi rivenderlo insieme al proprio, che altrimenti da solo sarebbe di fatto invendibile. Amga, quindi, con un costo minimo potrebbe rivalutare in misura molto rilevante anche la sua proprietà. Ne beneficerebbero le amministrazioni comunali socie di Amga, che vedrebbero aumentare il patrimonio sociale.
«Amga però – prosegue il consigliere del Movimento dei Cittadini – ci ha abituati a non sorprenderci per le sue decisioni assurde e contrarie ai suoi interessi, come l’assunzione dell’obbligo di finanziare il piano industriale di Neutalia o la strana vendita delle quote di Ala a Cap Holding; pertanto è possibile che non colga l’occasione offerta dall’asta giudiziaria. Restano comunque tutte le perplessità derivanti dal mancato pagamento del debito, che ha dato luogo al pignoramento immobiliare contro una società interamente del Comune, e dalla destinazione commerciale prevista dal Pgt in una zona già invasa da supermercati. Ma queste sono altre storie».
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