VARESE – Il Gup del tribunale di Varese Marcello Buffa ha rigettato la richiesta di perizia psichiatrica presentata settimana scorsa dall’avvocato Fabrizio Busignani, a carico del proprio assistito Marco Manfrinati. Manfrinati è accusato dell’omicidio dell’ex suocero Fabio Limido, assassinato con 43 coltellate (oltre 20 fendenti furono sferrati al volto), e del tentato omicidio dell’ex moglie Lavinia Limido (anche lei accoltellata) consumati lo scorso 6 maggio in via Menotti a Varese.
Niente perizia
Busignani aveva presentato una consulenza tecnica di parte che indicava una condizione psicopatologica di Marco Manfrinati ingravescente a far data dal 2 luglio 2022 quando non riuscì più a vedere il figlio minore. Busignani e Manfrinati hanno apertamente parlato di sottrazione di minore. Sulla base di questa consulenza il difensore aveva chiesto una valutazione psichiatrica per il proprio assistito. Richiesta alla quale si erano opposti sia il pubblico ministero che l’avvocato di parte civile Fabio Ambrosetti. Il Gup ha sciolto la riserva dicendo no.
No rito abbreviato
Continua, quindi, la discussione dell’udienza preliminare per il rinvio a giudizio di Manfrinati. La difesa di Manfrinati ha chiesto l’ammissione al rito abbreviato contestando le aggravanti formalizzate dalla procura varesina. Il Giudice per l’udienza preliminare ha rigettato l’istanza disponendo il rinvio a giudizio per Manfrinati (e quindi confermando le aggravanti contestate dall’accusa) che comparirà davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Varese il prossimo 9 maggio.
