Il centro diventa Zona rossa. Colombo: «A Sesto arrivano scimmie di tutte le etnie»

SESTO CALENDE – Il centro di Sesto Calende diventa Zona rossa. Con l’introduzione di un articolo ad hoc nel regolamento di polizia urbana, sono state individuate le aree più sensibili in tema di sicurezza. Un tema che – come spesso accade in città – ha portato allo scontro in consiglio comunale, lo scorso 8 aprile. «È evidente che questo articolo non è fatto per una città coma la nostra: serve solo a scoraggiare qualche fenomeno del venerdì sera», l’accusa dall’opposizione del leghista Marco Colombo. Con un focus sui Daspo urbani, «un provvedimento che può – e deve – fare il sindaco anche senza la modifica effettuata». La replica dell’assessore alla Sicurezza, Francesca Gualtieri: «Non si può dare senza inserire le aree individuate nel regolamento». E monta la polemica.

«C’è il delirio»

L’introduzione nel regolamento dell’articolo che individua le aree più calde ha l’obiettivo di presidiare in maniera più puntuale il territorio. Tanto basta alla Lega per partire all’attacco: «Vorrei che lo faceste applicare, questo regolamento. Visto che non lo avete mai fatto in questi mesi di governo», le parole di Colombo. «C’è il delirio in città, combattere la Sesto criminale del venerdì sera non sarà facile. Ben ha detto il sindaco di Gallarate (Andrea Cassani, ndr) sul fatto che “se portiamo qui il Terzo Mondo, lo diventiamo anche noi”». Anzi, quando parla delle voci inserite all’interno del regolamento, il leghista si è concentrato sul passaggio che vieta di «arrampicarsi su monumenti, alberi, pali, segnaletica, inferriate e altri beni pubblici». Poi, il commento: «Bene che l’avete aggiunto, perché mi sembra corretto: non è che si fa la scimmia. Anche se a Sesto, negli ultimi tempi, di scimmie ne stanno arrivando di tutte le etnie. Quindi, probabilmente, avete fatto bene a metterlo». Una frase molto dura, che però non ha suscitato alcuna reazione tra i presenti durante la discussione in aula. In ogni caso, il messaggio è che «serve più controllo del territorio. Molti problemi li avevamo anche noi quando governavamo, però sicuramente il decoro era migliore: la gente è stufa di chi fa casino. Non solo in centro, ma ci sono anche disagi in altre zone più periferiche». Sulla stessa linea la capogruppo del Carroccio, Jole Capriglia: «Si è dovuto modificare il regolamento per le attività di sorveglianza che si potevano fare anche prima». E lo ha poi ribadito Mario Boatto (Fratelli d’Italia): «Se in centro si beve e si schiamazza, nei quartieri ci sono stati diversi episodi di furto. Serve più controllo».

Le zone rosse

Gualtieri ha quindi chiarito che «le aree vengono individuate in linea con il Decreto Sicurezza, non possono essere scelte a caso». Perché il centro, in particolare? «Perché è la zona più turistica». Poi ci sono anche altre aree indicate le aree di maggior tutela, tra cui la zona stazione, le scuole e i parchi: «Non sarebbe possibile applicare il Daspo urbano senza individuare le zone rosse». L’obiettivo – fra gli altri – è «difendere la sicurezza» e «contrastare il degrado, contro bivacchi non autorizzati, accattonaggio o atteggiamenti molesti». In questo modo «si rafforza il presidio del territorio e il coordinamento tra la polizia locale e le forze dell’ordine». Sulla stessa linea, la capogruppo di Sesto Futura, Floriana Tollini: «Colombo è paladino a targhe alterne del rispetto del regolamento: io e questa maggioranza non prendiamo lezioni. Recepiamo le modifiche e le applichiamo in ottica di prevenzione e sicurezza urbana».

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