“Puntualità: la grande menzogna”. Rifiuti, i commercianti di Azzate contro Coinger

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AZZATE – “Puntualità la grande assente”: con queste parole, in una lettera diffusa oggi, venerdì 11 aprile, e rivolta a Coinger i commercianti di Azzate hanno espresso “lo stupore ed il profondo malcontento di tante utenze non domestiche che hanno ricevuto negli scorsi giorni il primo acconto della nuova tariffa Tarip”. Qui di seguito il testo integrale:

Ci sentiamo presi in giro dalla società Coinger e crediamo che per anni siano stati raccontati ai cittadini tanti begli slogan che ora si stanno rivelando per quello che veramente erano: bugie.
Avete più e più volte dichiarato, sia in assemblee pubbliche con toni a dir poco autoritari sia in vari comunicati agli organi di stampa, che la Tarip avrebbe consentito agli utenti di pagare per ciò che producono: questo non è vero.
Avete dichiarato che il criterio di ripartizione per metri quadrati sarebbe stato abolito in favore di una tariffa rapportata all’effettiva produzione di rifiuti: questo non è vero. Ancora oggi, sul vostro sito scrivete che “le aziende possono scegliere la dimensione dei bidoni in relazione alle necessità aziendali”: questo non è vero.

“Le dotazioni minime non rispecchiano le necessità”

Le utenze non domestiche si trovano assegnate d’ufficio delle dotazioni minime in termini di bidoni, dotazioni minime che la gran parte delle volte non rispecchiano assolutamente le necessità delle aziende stesse e non sono proporzionali all’effettiva produzione di rifiuti prodotti.
La tabella delle dotazioni minime (inesistente sino a pochi mesi fa) si basa su categorie merceologiche e sui metri quadrati, quei metri quadrati che avete detto non sarebbero più stati un criterio di ripartizione dei costi. La puntualità nella registrazione dei rifiuti prodotti, cuore pulsante e costoso del vostro progetto innovativo che noi stiamo profumatamente pagando, doveva portare alla fatturazione precisa dei soli rifiuti effettivamente conferiti.

“Aumenti vertiginosi delle bollette”

Ricordiamo tutti quando suggerivate caldamente di esporre i bidoni solo quando completamente colmi, per ottimizzare la spesa. Ma oggi invece i bidoni li paghiamo comunque, vuoti o pieni che siano, esposti o non esposti che siano. Infatti il totale che richiedete in fattura, per vostra stessa ammissione in uno degli ultimi post social della pagina Facebook di Coinger, si basa su una “presunzione” dei rifiuti prodotti.
Questo perché voi non siete effettivamente in grado di registrare le reali esposizioni degli utenti, conseguentemente non potete fatturarle in maniera puntuale ma al contempo avete la necessità di coprire i costi di questo nuovo servizio, puntuale solo sulla carta ma estremamente costoso nella realtà. Le nostre bollette hanno subito aumenti vertiginosi che in molte situazioni sono al limite dell’insostenibile. Se la tariffa dipende dai litri dei bidoni in nostro possesso, dobbiamo avere perlomeno la libertà di scegliere quali e quanti litri di bidoni possedere.
Ricordiamo ancora tutti la fase di distribuzione dei bidoni, l’invito a scaricare carrellati senza che ci fosse la minima indicazione sui costi, la mancanza di risposte concrete a qualsiasi domanda specifica sul funzionamento del servizio. Oggi, a chi può, a fattura emessa, viene consigliato di restituire i bidoni in eccedenza rispetto alla dotazione minima imposta e, fino a pochi giorni fa, sconosciuta. È normale doversi fare carico di un mezzo per procedere alla restituzione dei bidoni carrellati, quando la colpa di un malfunzionamento del sistema non è certo attribuibile a noi? Chi sono i responsabili di tutta questa situazione?

Le richieste

Chiediamo che la società Coinger, e con lei le amministrazioni dei Comuni – unici proprietari della società – si prendano la responsabilità delle proprie scelte e che si rendano conto che la Tarip così organizzata non funziona. Quello che viene definito un progetto all’avanguardia in termini di gestione dei rifiuti, si è rivelato per molte utenze un pesantissimo dazio obbligato che si trovano costrette a pagare per colpa di discutibilissime scelte altrui.
Aziende e negozi stanno attraversando un’epoca più che mai delicata e difficile, non troviamo accettabile che i nostri amministratori non si curino delle difficoltà che attraversiamo e sappiano solo mostrarsi sconfitti dagli eventi come se non avessero voce in capitolo sul salasso economico che ci viene inflitto.
Chiediamo la cancellazione della dotazione minima per le utenze non domestiche, per avere la possibilità di scegliere i bidoni che realmente servono alle nostre attività e di pagarli secondo una registrazione puntuale al lordo dei costi fissi.
Chiediamo più attenzione nelle scelte che effettuate per nostro conto, perché poi a pagare economicamente le conseguenze di ciò che decidete sono i cittadini. Non accettiamo di dover pagare di più, molto di più, per un servizio che non è in alcun modo migliorato ma anzi ci ha posto molti nuovi vincoli.

Coinger, parte la raccolta firme contro la nuova Tassa rifiuti (Tarip) in 12 Comuni

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