MILANO – Proseguono le indagini sul “metodo Elysium”, l’inchiesta sulle scommesse illecite, nella quale sono finiti indagati anche 12 calciatori. E’ di poche ore fa la notizia che la Polizia Giudiziaria della Procura di Milano ha sequestrato oltre 300mila euro in contanti e un milione e 200mila euro depositati su conti correnti italiani, considerata il guadagno di cinque dei venti indagati, in particolare i soci della gioielleria Elysium, usata come “copertura” e i bookmaker.
Tra gli atleti finiti sotto inchiesta, Nicolò Fagioli, centrocampista della Fiorentina ed ex Juve, Sandro Tonali, ora al Newcastle, Alessandro Fiorenzi (Milan), Mattia Perin e Wes McKennie (Juventus), Samuele Ricci, capitano del Torino, Raul Bellanova (Atalanta), Angel Di Maria e Leandro Paredes, argentini, il tennista Matteo Gigante. Alcuni di loro, secondo le indagini, si sarebbero indebitati per aver fatto diverse puntate al videopoker e altri giochi d’azzardo legalizzati, al di là delle scommesse.
Il giro di scommesse
Il guadagno sulle partite di calcio veniva realizzato, secondo la ricostruzione delle fiamme gialle, con la procedura “senza uno zero”, ovvero simulando cifre inferiori per ciascuna scommessa per poter così aggirare il tetto alle “giocate” ufficiali. Per comunicare lo schema di azione, gli indagati erano coinvolti in un gruppo WhatsApp, con all’interno Fagioli, il tennista Matteo Gigante e l’ex arbitro Piero Marinoni. In una delle conversazioni intercettate è proprio Marinoni a spiegare che “questo gioca senza 0 (…) quindi ha messo 5K per 270K”, ovvero che a fronte di 500 euro ufficiali (in realtà 5mila) la vincita ne avrebbe fruttati 27 mila. Chi fungeva anche da “collettore” di scommesse, riceveva un bonus sui propri conti di gioco e una “limatina” ai debiti. A coordinare il tutto sarebbe stato Tommaso De Giacomo, di Elysium. Sui erano gli accessi alle piattaforme per le scommesse, lui era la persona a cui chiedere dove pagare i debiti.
