BUSTO ARSIZIO – È diventato un caso anche a livello nazionale lo stupro della ragazzina 14enne peruviana in via Vercelli ad opera di un 21enne nordafricano, arrestato grazie al tempestivo intervento della Polizia locale. «Una bestia – sostiene l’assessore alla sicurezza Matteo Sabba – il problema non è il buio o il degrado di quella via, ma una persona che non doveva essere in strada che ha fatto quel che non doveva fare». E l’eurodeputata bustocca della Lega Isabella Tovaglieri rilancia la proposta della «castrazione chimica per chi si macchia di crimini aberranti come la violenza sessuale», facendo riferimento al trattamento farmacologico reversibile giù in uso in Paesi come USA, Regno Unito e Israele nel contesto di un percorso riabilitativo o parzialmente alternativo alla reclusione.
L’assessore: «Insofferenza da esternare»
«Non doveva essere in strada» dice Sabba. Perché il violentatore, un 21enne nordafricano, risulta con il permesso di soggiorno scaduto. «Dunque irregolare e va portato via? Non si capisce – ammette Matteo Sabba, assessore alla sicurezza – quel che è certo è che le nostre città non riescono più a sopportare queste persone, che dimostrano giorno dopo giorno di non avere nessuna intenzione di integrarsi. Il sistema non funziona, a tutti i livelli, dall’immigrazione alla magistratura: purtroppo viene da chiedersi tra quanto questo essere schifoso sarà ancora in strada. Altro che lamentarsi per le fascette ai polsi dei migranti portati nei CPR». E allora, rispetto a questa situazione, per l’assessore è arrivata «l’ora di esternare la totale insofferenza delle città e delle forze dell’ordine, anch’esse vittime, perché i nostri agenti – a cui va dato merito, sono questi gli interventi che servono e loro sono stati all’altezza – hanno dovuto affrontare una colluttazione e sedare i tentativi di ribellione di questa persona al comando, dove non c’è una cella per trattenere chi è in arresto. Per questo ho già chiesto al sindaco di provvedere».
Indignazione oltre i confini
«Cosa posso dire di fronte ad un crimine così efferato?» si limita per ora ad affermare, sconcertato e senza parole, il sindaco Emanuele Antonelli, che preannuncia però un suo commento in consiglio comunale questa sera, 15 aprile, in apertura di seduta. Indignazione e condanne sono unanimi, come ai tempi della rivolta di piazza Garibaldi, ma oggi come allora è sul versante del centrodestra che si scatenano reazioni. Si va dalla riflessione sull’«uso disinvolto e pericoloso dei social», invocata dall’assessore regionale alla sicurezza di FdI Romano La Russa, alle polemiche sul tema dell’immigrazione, fatte risuonare da Francesca Caruso, assessore regionale di Fratelli d’Italia: «L’integrazione, tanto sbandierata dalla sinistra, non può mai prescindere dal rispetto della legge».
Isabella Tovaglieri (Lega): «Castrazione chimica»
Quanto avvenuto a Busto Arsizio è gravissimo. Inquietante pensare che nella mia città possa succedere un episodio del genere, è l’ennesimo segnale di un dilagare della violenza e dello spregio di ogni regola di civiltà nei confronti del quale ogni forma di buonismo va definitivamente messa da parte.
Non esistono più soluzioni di compromesso: espulsione subito per chi viene nel nostro Paese solo per delinquere. E castrazione chimica per chi si macchia di crimini aberranti come la violenza sessuale. Sono due battaglie che la Lega porta avanti da tempo.
Assistiamo ormai da tempo a un’escalation di violenza a cui non possiamo più far fronte con i mezzi ordinari. La politica tutta deve avere il coraggio di affrontare con determinazione il problema, sostenendo le nostre proposte che ormai si impongono come un’urgenza improcrastinabile.
Ringrazio la Polizia locale che, con il tempestivo intervento, ha assicurato il delinquente alla giustizia. Ancora più orgogliosa e convinta di aver promosso l’iniziativa di dotare i nostri agenti di Taser affinché possano operare sempre più in sicurezza a nostra tutela.
La Russa e Caruso (FdI): «E la sinistra dov’è?»
“Ancora una volta un giovane di origine extracomunitaria che aggredisce, picchia e violenta una ragazza, oltretutto di appena 14 anni. Quello che è accaduto a Busto Arsizio è un episodio gravissimo che lancia l’ennesimo allarme sulla pericolosità sociale di tanti giovani immigrati allo sbando e violenti nelle nostre città. Ecco il risultato dell’accoglienza indiscriminata della sinistra e del fallimento totale delle presunte politiche di integrazione. Dove sono le femministe chiassose e i politici di centrosinistra? Il loro silenzio fa molto riflettere”. Lo afferma Romano La Russa, assessore regionale alla sicurezza, commentando la violenza sessuale commessa in un’area dismessa di Busto da un 21enne di origini nordafricani nei confronti di una minorenne adescata sui social.“Esprimo la mia solidarietà e la mia vicinanza alla ragazza vittima di questa terribile violenza. Certo, è inquietante notare la facilità con la quale una giovane possa cadere nella trappola di un delinquente senza scrupoli – aggiunge La Russa- questo episodio deve mettere in guardia i giovani da un uso disinvolto e pericoloso dei social. Anche la persona apparentemente più gentile e rispettosa incontrata online può rivelarsi in realtà un criminale. Una riflessione va fatta anche sul ruolo fondamentale dei genitori nell’educare i propri figli, sia al rispetto dell’altro, sia alla capacità di prevedere ed evitare situazioni rischiose”.Sull’accaduto è intervenuta anche l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso: “È un fatto gravissimo, ma purtroppo non isolato – ha sottolineato – come donna, come madre e come cittadina. voglio esprimere tutto il mio sdegno e la mia vicinanza alla giovanissima vittima e alla sua famiglia. È inaccettabile che episodi di tale ferocia possano accadere nelle nostre città”.“La sicurezza – ha aggiunto l’assessore – non è un tema sul quale si possono avere tentennamenti. L’integrazione, tanto sbandierata dalla sinistra, non può mai prescindere dal rispetto della legge e delle regole della nostra società. Alla giovane, a chi le ha salvato la vita, alla sua famiglia, voglio dire: non siete soli. Questo dolore ci riguarda tutti e ci obbliga a non restare in silenzio”.“Solo grazie al coraggio e alla prontezza di una residente, che ha dato l’allarme, e all’intervento immediato della Polizia Locale, a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, questa tragedia non si è trasformata in qualcosa di ancora peggiore” hanno concluso La Russa e Caruso.
Garavaglia (FdI): «Più controlli nelle città»
Davanti a episodi così gravi e inaccettabili, non possiamo tacere: l’immigrazione incontrollata e la fallimentare integrazione millantata dalla sinistra ci stanno consegnando una società sempre più insicura, fragile e in balìa della violenza. Serve un cambio di passo deciso e immediato, e il Governo Meloni sta agendo in questa direzione.” Così Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Lombardia, commenta la brutale aggressione e violenza sessuale ai danni di una ragazzina di 14 anni avvenuta ieri sera a Busto Arsizio.
Un pensiero commosso e un sentito abbraccio vanno alla giovane vittima: “una ragazza che ha vissuto un incubo per mano di un individuo senza scrupoli. Ringraziamo la Polizia locale di Busto Arsizio per il tempestivo intervento che ha portato all’arresto del colpevole: anche grazie a loro si è evitato il peggio”.
Garavaglia sottolinea l’urgenza di intensificare i controlli nelle aree più sensibili delle città, come stazioni, parchi e zone periferiche: “Serve una presenza più capillare delle forze dell’ordine nei luoghi dove troppo spesso si annida il degrado. Fratelli d’Italia è da sempre al fianco di chi indossa la divisa e lavora ogni giorno per garantire sicurezza ai cittadini. I nostri agenti vanno sostenuti con risorse, strumenti e leggi adeguate. Solo per le dotazioni della Polizia locale, l’assessorato alla Sicurezza guidato da Romano La Russa ha destinato dal 2022 oltre 11 milioni di euro”.
“Il nostro impegno – prosegue – è chiaro: fermezza, rispetto delle regole, difesa dei nostri valori e della nostra gente. Questo significa tutelare non solo i cittadini italiani, ma anche tutti quegli stranieri che in Italia lavorano onestamente, hanno messo su famiglia e contribuiscono positivamente alla nostra società. Come accaduto in questo caso, accogliere indiscriminatamente, senza regole e senza chiedersi chi siano le persone che arrivano e cosa vogliano fare nel nostro Paese, è una scelta folle che stiamo pagando sulla pelle dei più fragili”.
“Noi di Fratelli d’Italia lo diciamo da sempre: l’Italia deve accogliere solo chi ha diritto di essere accolto, chi vuole davvero integrarsi, rispettare le nostre leggi, le nostre tradizioni, i nostri valori. Chi viene qui per delinquere o vivere ai margini non è il benvenuto e va rimpatriato senza esitazioni. Chi delinque va fermato, chi rispetta merita rispetto. Non ci sono zone grigie”.
Mulas (LI): «Colpa dell’immigrazione»
“Quanto successo a Busto Arsizio è di una gravità inaudita. Il nostro primo pensiero e la nostra vicinanza vanno alla 14enne violentata da un nordafricano. Un ringraziamento alla Polizia Locale di Busto per l’intervento che ha evitato alla ragazza conseguenze ancora peggiori e consentito l’arresto dell’aggressore”. Lo dichiara Leslie Mulas, coordinatore della provincia di Varese di Lombardia Ideale.
“Rimane drammaticamente centrale il tema della sicurezza sul nostro territorio – aggiunge Mulas – e non si può più negare, come fa la sinistra, che l’aumento di questi odiosi e infami reati sia legato a un’immigrazione fuori controllo e all’incapacità da parte di troppi stranieri di rispettare non solo le leggi, ma anche le basi minime della convivenza civile. Invece di parlare di ius soli o ius scholae – continua l’esponente di Lombardia Ideale – sarebbe bene che tutti si accorgessero che siamo di fronte a un’emergenza che va assolutamente fermata con decisioni forti e misure adeguate: proseguire con il blocco dei flussi migratori e soprattutto con l’aumento dei rimpatri, e insistere sulla certezza della pena. La salvaguardia dei cittadini, soprattutto le persone più fragili ed esposte – conclude -, viene prima di tutto”.
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