BUSTO ARSIZIO – Derivati, è ancora scontro in sala esagonale. «Metta via pasticcini e champagne, non è ancora arrivato il momento di festeggiare». Il sindaco Emanuele Antonelli sceglie i toni irriverenti della sfida per rispondere all’interrogazione del capogruppo di Busto al Centro Gianluca Castiglioni sull’ultimo capitolo (ad oggi) della “storia infinita” dei derivati, con il rinvio pregiudiziale in Cassazione dichiarato inammissibile. «Dice che c’è il “sentore di definitività” perché pensa che perderemo – così Antonelli a Castiglioni – non so più come spiegarlo: non è detto che possiamo vincere, non lo so, si torna semplicemente alla Corte d’Appello. E se perdiamo possiamo comunque andare in Cassazione».
Le risposte
Il consiglio comunale di ieri sera, 15 aprile, arriva a sforare la mezzanotte per tornare per l’ennesima volta a dibattere sul caso dei derivati. Castiglioni (BaC) legge il testo dell’interrogazione, con quel passaggio sul “sentore di definitività” dietro alla bocciatura del rinvio pregiudiziale in Cassazione che il sindaco Antonelli aveva salutato con favore nel suo ultimo intervento sul tema in gennaio. «Sono stanco di rispondere e di continuare a vedere che non capite le cose e che siete imprecisi – attacca il primo cittadino – non ha un amico avvocato che le spiega come funziona? Le sentenze sono online, se la leggeva bene la Cassazione ha scritto alla Corte d’Appello “perché l’hai mandata a noi e non hai deciso te“: le sentenze da cui attingere ci sono e le ha indicate. Ma non può dirmi definitività: la Cassazione può rinviare ma anche dire che la Corte d’Appello ha sbagliato a rinviarlo». Come in questo caso: si torna al secondo grado di giudizio. E palla al centro.
Nuovo round
Antonelli smonta anche la versione secondo cui avrebbe omesso la notizia dell’inammissibilità dopo aver dato quella del rinvio in Cassazione: «L’altra volta ne avevo parlato perché la decisione era arrivata quel giorno – rivela il sindaco – avevo detto che “non voglio festeggiare”, e io semmai festeggio se vinciamo perché è la città, e che era meglio se decideva la Cassazione ma avevo anche detto che non c’è mai certezza. Antonelli imputa a Busto al Centro di “tifare contro” su questa vicenda: Sono imbarazzato – dice a Castiglioni – insiste nel dire che è colpa nostra se abbiamo speso 4 milioni ma è Deutsche Bank che ci ha portato in tribunale, è stato un obbligo costituirci a Londra. E dopo due-tre anni sta portando in causa tutti i Comuni con cui aveva stipulato i derivati. Poi sostiene anche che non avremmo dovuto andare avanti con la causa: ma in Italia le spese legali non sono quelle di Londra, per 60-80mila euro non proviamo a riprendere i 4 milioni persi più i 18 che ci dovrebbero restituire?».
Botta e risposta
Fino a ribadire l’Antonelli-pensiero sul caso dei derivati: «Poteva venire a chiedere informazioni in privato. È una questione delicata: meno se ne parla in pubblico e meglio è». Con un’ulteriore stoccata a Castiglioni: «Questa non è politica, non si fa così: ci proverà per la terza volta ma non diventerà mai sindaco. Faccia interrogazioni su cose più politiche e non amministrative». Al che il capogruppo di Busto al Centro non ci sta: «I soldi sono dei cittadini e sono anche i miei». Sul caso interviene per la prima volta anche l’ex sindaco Gigi Farioli, ricordando che i derivati Deutsche Bank nascono da un’iniziativa della sua prima giunta, con il professor Alberto Cattaneo assessore al bilancio, su “suggerimento” dell’allora direttore di dipartimento della LIUC di Castellanza, «poi ministro», Francesco Boccia. «Noi facciamo sempre il tifo per la città e per i soldi dei suoi cittadini, e in questo campo tutto c’è fuorché certezza del diritto – premette Farioli – l’inammissibilità ha portato a immaginare una definitività, ma la realtà è che leggendo la sentenza siamo ancora tra color che son sospesi. E non mi spingo a dire quali sentenze citate possono essere favorevoli e quali contrarie. Ma mi auguro che possiamo avere ragione».
Derivati Busto, la storia infinita. BaC: «La Cassazione rimanda in Appello». E ora?
