«Ho parlato ieri con Sinner, mi diceva che ero l’unico, nel nostro gruppo di amici, che ancora non aveva vinto quest’anno, visto che lui ha vinto gli Australian Open e Giovinazzi la WEC – racconta sorridente Ciccone -. E allora ecco qua che ho vinto anch’io, siamo pari! È bello e importante avere amici come loro, che sanno cosa vuol dire sacrificarsi così tanto a livello sportivo. Ci sproniamo l’un l’altro, soprattutto dal punto di vista mentale».
L’avvicinamento al Giro d’Italia sembra procedere nel migliore dei modi, l’abruzzese è tornato a vincere dopo due anni e ora ha altri 4 giorni per togliersi ulteriori soddisfazioni, prima di volare alla Liegi-Bastogne-Liegi e poi in Albania. «Ieri era una delle tappe che più si addiceva alle mie caratteristiche, l’avevo adocchiata fin da quando avevo visto il percorso – ha detto ancora Giulio -. L’avevamo studiata bene coi miei compagni e ci siamo attenuti al piano perfettamente. Sono davvero contento di aver trovato subito la vittoria dopo un duro periodo di allenamenti. È un successo che serviva soprattutto per il morale, dopo che l’avevo sfiorata tante volte lo scorso anno. Quest’anno è andato tutto bene fino a questo momento e oggi abbiamo avuto la conferma di essere sulla strada giusta».
La curiosità di vederlo al massimo livello al via del prossimo Giro d’Italia è tanta, anche perché alla Corsa Rosa non lo si vede dal 2022 e in questi 3 anni è cresciuto molto, fisicamente e mentalmente. «La maturità è arrivata già da un paio d’anni. Lo scorso anno è stato di transizione perché ho cominciato tardi a correre e la preparazione non è stata ideale a causa della preparazione, ma credo di aver fatto comunque una discreta stagione con un buon Tour de France e il podio a Il Lombardia».
«Il Giro rimane la corsa del mio cuore, quella che mi ha fatto innamorare di questo sport – prosegue Cicco, che al Giro ha vinto 3 tappe in carriera -. Io voglio solo arrivare a correrlo al meglio, sono troppi anni che non ci riesco per via di vari problemi. Non voglio portarmi sfortuna, ma quest’anno finora tutto è andato come doveva andare. Manca però ancora un po’ e voglio rimanere concentrato su quello che sto facendo, senza fare proclami e dire se punto alla classifica o alle tappe».
Intanto, però, c’è un Tour of the Alps da vincere. Nelle sue 11 vittorie da professionista ancora non c’è la classifica generale di una corsa a tappe. «Sono onesto, ci penso spesso a questa cosa, è vero che non ne ho mai vinta una. Ma c’è sempre una prima volta e spero che sia questa settimana».
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
