BUSTO ARSIZIO – Il caso piscina Manara si chiude con tre richieste di patteggiamento a 7 mesi e 20 giorni e due avvisi di conclusione indagini già notificati ad altrettanti manutentori per i quali il Pubblico Ministero bustocco Nadia Calcaterra, che ha coordinato l’inchiesta della Guardia di Finanza, si prepara a chiedere il rinvio a giudizio.
I tre patteggiamenti
La richiesta di patteggiamento è stata avanzata dall’ex direttore della Forus, dalla coordinatrice degli impianti e da un istruttore di fitness. La pena a 7 mesi e 20 giorni, già concordata con il Pm, dovrà ora essere ratificata dal Gip. L’accusa è di frode in pubbliche forniture. L’inchiesta è partita da un “incidente” avvenuto nel febbraio 2024 quando una decina di bambini accusarono malori a causa dell’eccessiva quantità di cloro nell’acqua, due dei bimbi ebbero necessità di cure mediche.
Le accuse
Secondo l’accusa i responsabili omettevano sistematicamente di annotare, nei registri ufficiali, i valori anomali di cloro e pH rilevati durante le verifiche periodiche delle vasche della piscina “Manara”. Tale omissione era finalizzata a nascondere eventuali irregolarità, così da non farle emergere in occasione di eventuali controlli futuri.
Verso il processo
Coinvolti nell’inchiesta anche due manutentori che hanno operato nell’impianto di Busto Arsizio dal 2022 sino ad inizio 2024. Per questi ultimi il Pm Calcaterra ha depositato l’avviso di conclusioni indagini e si prepara ora a chiedere il rinvio a giudizio di entrambi. Un destino giudiziario che si deciderà in sede di udienza preliminare.
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