MALNATE – Naif. La politica a Malnate sa sempre regalare colpi di scena. Anche nella settimana di Pasqua. E in vista del prossimo consiglio comunale, quello in cui si dovrà approvare il Bilancio 2024, il clima si fa piuttosto caldo. Ma andiamo con calma, perché districare i fili della politica malnatese è sempre complicato.
Convocazioni a spanne
A questo giro bisogna partire da una commissione (quella del 17 aprile) convocata tra le 21 e le 21.30 (insomma a spanne), da remoto e con un presidente Paola Cassina che si collega, comunque in forte ritardo, al punto che slitta. Per poi passare a una seconda convocazione con un odg fatto in un modo, che poi varia in corso d’opera, facendo andare su tutte le furie le minoranze prive della necessaria documentazione. Fino alla protesta delle opposizioni – tutte tranne il gruppo Cassina (specificano le parti interessate) – che scelgono l’Aventino e disertano i lavori commissariali fino a mettere in dubbio la possibilità di convocare il prossimo consiglio. Questo da una parte della barricata.
Dall’altra parte, quella della maggioranza, arriva una contro nota di risposta in cui si sottolinea il riprovevole atteggiamento delle minoranze – di tutte le minoranze tranne il gruppo Cassina (anche qui specificano gli interessati) – in un momento così importante per vita amministrativa. Insomma, in estrema sintesi: si litiga. E di brutto.
La voce delle opposizioni
Cinque anni di mandato per chi sta in opposizioni assomigliano a una traversata nel deserto senza acqua. Se poi si ha la percezione di non essere informati come previsto dal senso democratico e anche dalla legge, l’esasperazione sale alle stelle. E a far saltare la mosca al naso a tutto l’arco consigliare delle minoranze – esclusa la consigliera Paola Cassina che le opposizioni ormai considerano organica alla maggioranza Cannito – sono i ritardi nella consegna dei documenti, ma anche le tempistiche istituzionali previste non rispettate su un documento, quello finanziario, dove non vengono perdonate sbavature.
Tanto che i gruppi consigliari di Malnate Sostenibile, Lista Irene Bellifemine, Malnate Ideale, Meloni per Damiani Sindaco, Lista Damiani Sindaco hanno diffuso una dettagliata nota stampa in cui, tappa per tappa, denunciano ritardi e mancanza di rispetto nei confronti dei consiglieri. Passaggi che sono anche già stati inviti tramite pec in prefettura. I consiglieri poi giungono alla seguente conclusione: «L’assenza alla commissione è un gesto di protesta, l’unico che ci è possibile in relazione ad una amministrazione sorda alle richieste e poco corretta istituzionalmente – scrivono in una nota condivisa – I consiglieri di minoranza e i commissari con tale gesto intendono evidenziare la gestione dilettantistica, la scorrettezza e la poca trasparenza istituzionale. Inoltre crediamo sia giunto il momento di nominare un nuovo assessore al bilancio».
Minoranze – tranne la Cassina – opportuniste
In relazione a quanto inviato dalle opposizioni consiliari (ad esclusione della lista Cassina) spiace constatare che si sia voluto porre attenzione attraverso un comunicato stampa ad un momento poco edificante della politica della nostra Città, di cui avremmo preferito tacere per rispetto dei cittadini che i consiglieri firmatari rappresentano.
Le pesanti accuse mosse della minoranza non hanno purtroppo un riscontro fattuale, se non relativamente all’invio del parere dei revisori, che per prassi però arriva sempre a ridosso dello svolgimento delle riunioni di commissione e che come sempre sarebbe stato immediatamente condiviso con i consiglieri comunali (di maggioranza e opposizione).Il resto degli invii è avvenuto nelle tempistiche previste dal regolamento di Consiglio Comunale, e il documento più corposo (il rendiconto di esercizio) è in possesso delle opposizioni da più di 10 giorni.
La scelta di non posticipare le date della commissione (come peraltro comunicato in riunione di capigruppo) erano legate a due aspetti fondamentali: la presenza nella serata di ieri del tecnico di Upel che con gli uffici comunali ha redatto il rendiconto, e la scadenza legislativa del 30 aprile per l’approvazione consigliare dello stesso.
La scelte delle minoranze (ad eccezione della Lista Cassina regolarmente presente in commissione coi sui tecnici) è dunque francamente poco condivisibile e giustificabile, se non attraverso ragioni di opportunità politica che sono però lontane dal nostro modo di intendere la gestione della cosa pubblica.
Il nostro percorso amministrativo procede quindi a testa alta e con il solito rispetto che sempre abbiamo mostrato nei confronti dei gruppi di opposizione, speranzosi che questa brutta pagina possa essere dimenticata già con la prossima convocazione della commissione organizzazione e finanze.
Se queste sono le premesse al prossimo consiglio, che si terrà nella prima settimana di maggio, se ne vedranno delle belle. Da non perdere.
