di Andrea Minchella
VISTO
DROP- ACCETTA O RIFIUTA, di Christopher B. Landon (Drop, Stati Uniti 2025, 100 min.).
La Blumhouse ci sa fare. Le sue produzioni, spesso immerse nel genere “horror”, racimolano milioni di dollari in tutto il mondo. I film prodotti da Janon Blum, fondatore della Blumhouse Production, sono ben fatti e riescono quasi sempre a soddisfare un pubblico in costante ricerca dell’intrattenimento puro, composto da emozioni spesso variegate e contrastanti, che non sempre è garantito quando un film, di qualsiasi genere sia, tradisce il suo vero e unico scopo. Che “Drop” sia un prodotto completamente diverso da, per esempio, “Queer” di Luca Guadagnino non ci sono dubbi, ma la qualità narrativa e drammaturgica di entrambi, partendo da pretesti diversi e seguendo fili narrativi diametralmente opposti, è preziosa e necessaria in entrambi i casi.
Un bel film non deve e non può essere definito tale solo in base alla ricercatezza e alla sensibilità del regista, alla nobiltà dei temi affrontati o alla bravura degli attori. Un bel film, credo, è un prodotto che chiarisce subito gli intenti artistici e che viene realizzato con bravura, professionalità e sincerità da parte di autori che intendono divertire o spaventare un pubblico in grado anche di commuoversi o riflettere se sottoposti ad un film più “elevato”.
“Drop”, appunto, è un film molto basico che però riesce a tenere il punto per tutta la sua durata. Il film vuole creare ansia e tensione. E ci riesce. Il film vuole distrarre lo spettatore con una storia al limite della razionalità (anche se ormai le cronache ci forniscono eventi e fatti che spesso superano i limiti della mente umana) in cui c’è una vittima che grazie alla sua prontezza riesce ad estricarsi da una situazione pericolosa in cui c’è in gioco la vita di un suo caro. Il “plot” non è certamente inedito ma la capacità del regista di costruire e puntellare una trama abbastanza prevedibile con una grammatica stilistica serrata e travolgente giustifica la visione di questa pellicola.
“Drop” si svolge in un ristorante esclusivo al trentottesimo piano di un palazzo di Chicago. I due protagonisti, la bellissima Violet e il pacato Henry, si incontrano per un primo appuntamento dopo diversi giorni di “chat” sui social. Durante la cena Violet sarà catapultata in una trappola telematica (tutti i messaggi le arrivano sul cellulare) costruita sapientemente da sconosciuti che tengono in ostaggio il figlioletto Toby e la sorella Jen nella sua casa in periferia e che le chiedono di compiere un omicidio quella sera proprio in quel ristorante. Il montaggio, le inquadrature e la bravura dei due attori costruiscono un interessante ed angosciante gioco perverso in cui la vittima deve trasformarsi in carnefice. La tensione è alta e lo spettatore rimane incollato alla poltrona perché l’imprevedibilità della vicenda diventa un collante indissolubile che tiene unito un film in cui vengono calibrati e misurati tutti i dettagli che compongono la narrazione. La sceneggiatura, poi, amalgama quasi perfettamente tutte le sequenze sapientemente realizzate dal regista.
Insomma, se possiamo paragonare il cinema al cibo, questo film può benissimo essere definito come “fast food”, nel senso che è consumabile ed assimilabile velocemente senza che troppe energie vengano spese. Questo, però, non vuol dire che sia di bassa qualità. È solo un altro tipo di esperienza rispetto ad una cena “gourmet” in un ristorante stellato. Quando vai in un “fast food” vuoi passare un certo tipo di serata, frugale e leggera, in cui sai già quali sono le aspettative. Anche tra i “fast food”, certamente, ci sono quelli buoni che hanno “standard” di qualità migliori, e quelli più “da battaglia” dove la qualità del cibo viene confusa con la qualità della scelta. Questo “Drop”, dunque, si presenta come un succulento, profumato e squisito panino che nulla ha da invidiare alla più elaborata e preziosissima fettina di…Panda.
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RIVISTO
SPEED, di Jan de Bont (Stati Uniti 1994, 116 min.).
Adrenalina allo stato puro. Nel giro di pochi istanti diventiamo uno dei passeggeri del Bus impazzito che sfreccia per le strade trafficate di Los Angeles. Sotto il sedile dell’autista c’è una bomba pronta ad innescarsi se il pullman rallenta. Il pazzo Dennis Hopper, la bellissima e ingenua Sandra Bullock e il magnetico Keanu Reeves danno vita ad un film “d’azione” tra i più riusciti degli ultimi trent’anni. Da rivedere rischiando di rimanerne travolti come fosse la prima visione.
