MAGENTA – Dallo scorso agosto le riunioni della giunta di Magenta avvengono in modalità mista, con assessori presenti e altri collegati da remoto. La legge però prevede che, per poterlo fare, occorre un apposito regolamento. Ad oggi, le riunioni della giunta Del Gobbo sono regolamentate ai sensi di un vecchio regolamento che non è stato aggiornato.
È quanto sostenuto via social dal gruppo di minoranza Progetto Magenta, che ha scritto al segretario generale del Comune, Diana Naverio «che, viste le funzioni che svolge, sarà sicuramente in grado di allontanare da noi qualsiasi dubbio – affermano le consigliere comunali Valentina Campana e Silvia Minardi – Da agosto ad oggi sono state approvate 90 delibere usando la modalità che abbiamo descritto. È tutto regolare? Noi ci auguriamo che lo sia, ma qualche dubbio ci è venuto».
Il sindaco replica a Progetto Magenta
La risposta ai dubbi sollevati è arrivata ieri, lunedì 5 maggio, ad opera del sindaco in persona. «È importante precisare, innanzitutto, che non vi è stato alcun ritardo da parte mia nella trasmissione della risposta – esordisce Luca Del Gobbo – Al contrario, per rispetto delle prerogative istituzionali e delle funzioni proprie del segretario comunale, ho ritenuto doveroso attendere che fosse la dottoressa, in qualità di garante della legalità amministrativa dell’Ente, a fornire per prima la risposta ufficiale, inviata venerdì formalmente via Pec».
Il primo cittadino critica poi la modalità usata per muovere le osservazioni. «Una lettera indirizzata direttamente al segretario comunale, pur ritenuta nella sostanza degna di considerazione, non è uno strumento formalmente previsto né appropriato per l’attività consiliare. È una modalità atipica, che rischia di minare la correttezza del confronto istituzionale». Non basta. «Si è preferito sollevare clamore sui social, alimentando un dibattito pubblico su basi ancora non definite, piuttosto che attendere le risposte ufficiali. Questo comportamento denota una volontà più orientata alla polemica che al chiarimento».
«Polemica per distrarre dal bilancio»
Nel merito delle critiche sollevate, la posizione dell’amministrazione è netta: «Non esiste alcuna irregolarità. Chi solleva dubbi sulla regolarità delle sedute da remoto della giunta evidentemente non ha compreso, o ha volutamente travisato, il Testo unico sugli enti locali, che distingue chiaramente le funzioni e l’organizzazione del consiglio comunale, organo collegiale che prevede la presenza delle minoranze e un regolamento obbligatorio, da quelle della giunta, che è un organo esecutivo, più flessibile e autonomo e che, per legge, non necessita di un regolamento formale. Già nel 2004 la giunta si dotò volontariamente di un regolamento interno; successivamente, nel 2022, la giunta Calati approvò linee guida specifiche per il funzionamento telematico, in risposta alla necessità di flessibilità e tempestività post Covid. Nel 2024, è stata recepita la possibilità, prevista a livello nazionale, di svolgere le sedute anche in modalità telematica per esigenze di urgenza o operatività. È tutto tracciato, approvato e protocollato».
Il sindaco conclude evidenziando quello che secondo lui è stato il vero obiettivo della polemica. «Spostare l’attenzione dall’approvazione del bilancio consuntivo, che ha certificato il raggiungimento di tutti gli obiettivi previsti e persino risultati aggiuntivi, rispetto alle promesse iniziali. Non essendoci stato un solo appunto critico dall’opposizione su quel documento fondamentale, si è preferito cambiare argomento e creare un caso artificioso».
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