VARESE – La lite per futili motivi e lo sparo che parte e ferisce ad una gamba una quarta persona che nulla centra con il diverbio. Uno sparo che sembrerebbe essere partito per sbaglio ma quella pistola nessuno poteva detenerla. Tanto meno l’uomo, italiano, arrestato proprio per il possesso di quell’arma poche ore dopo i fatti. Anche se della pistola, quando sono scattate le manette, non c’era più traccia.
In manette è finito un 44enne originario di Vibo Valentia ma domiciliato a Ferrera di Varese. L’uomo, assistito dall’avvocato Corrado Viazzo, è stato interrogato oggi dal Gip del tribunale di Varese Marcello Buffa ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari. Il difensore ha chiesto gli arresti domiciliari.
La lite e lo sparo
Il fatto è accaduto intorno alle 2 di giovedì 8 maggio in un bar del centro di Varese. Tra tre avventori scoppia una lite violenta, volano parole grosse e non solo sino a quando uno dei tre non estrae la pistola. C’è una colluttazione che dura pochi istanti per cercare di strappare l’arma dalle mani di chi la impugna. E’ a quel punto che un colpo sarebbe partito accidentale ferendo ad una gamba (per fortuna in modo non grave) un giovane marocchino, semplice avventore, che con la lite non aveva niente a che fare. I tre fuggono, l’uomo con la pistola viene visto scappare alla guida di una Bmw. Il ferito, invece, non scappa e si presenta in Questura per sporgere denuncia. Poche ore bastano per rintracciare il proprietario della pistola ben descritto dai testimoni (così come l’auto usata per la fuga) e indicato come colui che impugnava l’arma da fuoco.
L’arresto
Un carabiniere libero dal servizio lo individua nella mattinata di giovedì e dà l’allarme. Sul posto intervengono gli uomini della Polizia di Stato che fanno scattare le manette per il possesso della pistola con contestuale denuncia per lesioni.
