Omicidio Bossi, shopping con la carta rubata ad Andrea. Teste finisce indagato

Andrea Bossi e alcune immagini di carabinieri in via Mascheroni

CAIRATE – Shopping all’outlet di Serravalle con la carta intestata ad Andrea Bossi. A pagare anche i conti degli amici era Douglas Carolo, a processo davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Busto Arsizio con Michele Caglioni, per l’omicidio di Bossi, assassinato nella sua abitazione di via Mascheroni a Cairate nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 2024.

Shopping con la carta dell’amico

Davanti alla Corte presieduta dal giudice Rossella Ferrazzi sfilano, nel corso dell’udienza di oggi, martedì 13 maggio, gli amici di Douglas, conoscenti di Bossi, che, non senza reticenza (tanto da spingere il presidente Ferrazzi a spiegare «Lei rischia di entrare teste e uscire indagato dall’aula») hanno spiegato come di fatto Carolo attingeva risorse dalla vittima. C’è chi ha raccontato di aver accompagnato il 22enne a casa di Bossi e di averlo poi visto scendere con 2mila euro in contanti, e chi, ha raccontato dello shopping griffato all’outlet di Serravalle offerto dall’imputato ma pagato di fatto con la carta di credito di Bossi.

I messaggi cancellati

Carta che Carolo avrebbe rubato a Bossi prima dell’omicidio, salvo poi diventare molto generoso con gli amici. Uno dei testi, in particolare, si è mostrato particolarmente restio a fornire risposte alle domande del pubblico ministero Giulia Grillo, rivelando poi di aver cancellato dei messaggi dal proprio cellulare – dei quali gli è stato chiesto conto – per autotutelarsi «invece di collaborare con l’autorità giudiziaria», ha sottolineato il presidente Ferrazzi. Il giovane, coetaneo di Carolo e Caglioni, ha ammesso di essere a conoscenza del fatto che quei jeans e quella polo firmati comprati a Serravalle da Carolo per lui, erano stati pagati con la carta di Bossi. Lo stesso teste ha dichiarato prima che Carolo la carta in questione l’aveva rubata alla vittima, poi che era la vittima ad avergliela data. 

Le accuse

La misura, a questo punto, è stata colma: l‘esame del giovane è stato interrotto perché il teste si è trasformato in indagato (gli è stato trovato immediatamente un avvocato) con le accuse, contestate dalla presidente della Corte, di indebito utilizzo di carta di credito e ricettazione. E’ stato inoltre disposto il sequestro del cellulare del ragazzo.

Il carattere violento di Carolo

Il teste, poi diventato indagato, ha riferito di essere stato minacciato dall’imputato con una bottiglia di vodka rotta puntata alla gola. L’accusa sta puntando a dimostrare il carattere violento e aggressivo del ragazzo. Oggi in tribunale a Busto Arsizio è stata sentita anche l’ex fidanzata di Carolo che ha riferito di alcuni episodi – due in particolare – durante i quali il ragazzo si era mostrato violento.

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