BUSTO ARSIZIO – Piscina Manara, doccia fredda (annunciata) in commissione sport. «Se tutto va bene, riaprirà non prima di gennaio 2027, solo una delle vasche. Tutta a giugno-luglio 2027». Lo annuncia il sindaco Emanuele Antonelli, intervenendo anche in qualità di delegato alle opere pubbliche per rispondere all’interrogazione dell’opposizione, a prima firma Emanuele Fiore (gruppo misto), sul futuro dell’impianto di via Manara. «Siamo arrivati alla conclusione che l’unica cosa che possiamo fare è il project financing – ammette il sindaco – i lavori costeranno sui 5-6 milioni di euro, di cui almeno 2 a carico dell’operatore. Ma così la piscina sarà rimessa completamente a nuovo».
Le risposte del sindaco
La scelta di optare per il project financing è dovuta agli «ulteriori approfondimenti sulla staticità di alcuni locali e del tetto della vasca 50 metri», successivi alla due diligence sulla struttura. È emersa la necessità di «lavori molto importanti, molto più di quello che pensavamo», che richiedono un cofinanziamento dei privati e una concessione di oltre vent’anni. «Un impegno gravoso, ma i privati dovranno tirare fuori i soldi, ed è una sicurezza maggiore – fa sapere il sindaco – rifacciamo anche la vasca da 50 metri perché perde, cambiando tutti gli impianti e una nuova copertura per eliminare la perdita che comportava costi in più». E i tempi? «Se tutto va come deve andare, la possibilità è di riaprire non prima del gennaio 2027, solo una delle due vasche. Tutta solo a giugno-luglio 2027. Fino ad allora resterà chiusa. E ricordo che è stata chiusa anche in seguito all’intervento dell’autorità giudiziaria».
I ristori alle società
Tra il pubblico ci sono i rappresentanti delle società rimaste senza piscina – Busto Nuoto, Busto Pallanuoto e Cuffie Colorate – ma anche qualche nuotatore che frequenta l’impianto. A loro il sindaco rivolge parole rassicuranti sui ristori: «Con l’assestamento di luglio ci sarà una quota per le società che hanno subito maggiori costi per usufruire di altre piscine. Un contributo straordinario fino a quando la piscina non verrà riaperta». E sulle possibilità di accorciare i tempi con un affidamento diretto ad Agesp, chiesta da Paolo Pedotti (Pd) invece: «Non c’è nessun piano B che riguarda Agesp – replica Antonelli – non può prendersi in carico la piscina, perdeva un milione all’anno per mantenerla e non ha più il personale che aveva ai tempi». In futuro però, aggiunge il primo cittadino, «dovremo vigilare, per non commettere gli errori del passato. I danni sono causati dalle mancate manutenzioni. Ma i soldi che non abbiamo speso in passato li spenderemo ora Ci siamo fidati un po’ troppo dei gestori, che ci nascondevano i problemi, in parte tribunale ci ha già dato ragione. Cambieremo il metodo di controllo affidandoci a società esterne per non avere sorprese in futuro. Ma i soldi che non abbiamo speso in passato li spenderemo ora».
Il dibattito
La discussione è senza troppe polemiche. L’ex sindaco Gigi Farioli promuove l’«atteggiamento serio» dell’amministrazione: «Soluzioni facili ad un problema complesso sarebbero sbagliate. Se queste sono le cifre è consigliabile il project». Ma suggerisce «un’anticipazione» dei contributi alle società. «I ristori arriveranno con l’assestamento di luglio. Mi sembra di poter scongiurare certi allarmismi» conferma l’assessore allo sport Luca Folegani. E il capogruppo dei Fratelli d’Italia Paolo Geminiani invoca «una risposta unita» di tutto il consiglio su un tema così delicato. «Abbiamo dimostrato di remare tutti nella stessa direzione» rivendica Fiore. Ma dai banchi del centrosinistra Santo Cascio rimprovera al sindaco le parole dette alla Pasqua dell’Atleta: «Avrebbe dovuto evitare e avere un approccio diverso rispetto ai cittadini che hanno subito un disagio. È il suo caratteraccio. Ma gli riconosco l’onestà intellettuale di aver ammesso che i problemi nascono dai mancati controlli». Al termine della seduta, appare tutto sommato soddisfatto il presidente della Busto Nuoto Renato Borroni: «Usciamo con delle certezze. Sui tempi della riapertura e sulla garanzia dei ristori»
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